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Pieve di Cadore

Pieve di Cadore - Belluno

CASA NATALE DI TIZIANO VECELLIO. Ospita il Museo Tizianesco, che conserva il diploma di conte e cavaliere dato da Carlo V al pittore e datato Barcellona 13 maggio 1533.

 PALAZZO DELLA MAGNIFICA COMUNITÀ CADORINA (1447). Riedificato nel 1525, ospita diverse raccolte, tra le quali il Museo Archeologico Paleo Veneto che raccoglie materiale proveniente dagli scavi di Làgole.

PARROCCHIALE (1814-19). Eretta su progetto di D. Schiavi. All’interno, sono conservate, oltre a una bella pala del Tiziano, tele di Francesco e Cesare Vecellio.

pieve di cadore arcidiaconale (2)

pieve di cadore Arcidiaconale

pieve di cadore tiziano

 Dintorni

POZZALE

Parrocchiale Conserva un’opera di Vittore Carpaccio

pieve di cadore - pozzale parrocchiale carpaccio

Vittorio Vèneto

Vittorio Vèneto Treviso

Sorse dalla fusione di due centri, Ceneda e Serravalle, antichi insediamenti romani.

. Ceneda
CASTELLO DI S. MARTINO. Di origine romana o longobarda, ha ora aspetto quattrocentesco. Rimangono lunghi tratti di mura merlate, due torri e parte del nucleo centrale del palazzo che conserva, all’interno, ambienti rinascimentali.

CATTEDRALE (1773). Eretta su disegno di O. Scotti, ha campanile del XIII, ricavato da una torre del castello, con bifore e merlature.

LOGGIA CENEDESE (1537-38). Eretta, probabilmente, su disegno del Sansovino, ha, sotto il portico, affreschi, purtroppo in rovina, di p. Amalteo. Ospita il Museo della Battaglia.

Vittorio Veneto Museo Cenedese a Serravalle -

MUSEO DIOCESANO. Pala di S. Silvestro di Francesco da Milano, Adorazione dei pastori di D. Capriolo, trittico Madonna con Bambino e due Santi di Tiziano, Cima da Conegliano.

vittorio veneto museo diocesano francesco da milano

Francesco da Milano

 

Cima da Conegliano

Cima da Conegliano

Capriolo

Capriolo

S. MARIA DEL MESCHIO All’altar maggiore Annunciazione* del Previtali

vittorio veneto s. maria annunciata previtali

. Serravalle
DUOMO (XVIII sec.). Eretto su precedente costruzione, conserva, all’interno, Madonna e Santi * pala del Tiziano (1547). Accanto sorge il campanile romanico dell’antica chiesa, del XIII-XIV.

Girolamo Denti

Girolamo Denti

 

LOGGIA SERRAVALLESE * (1462). Costruzione gotica, ospita il Museo del Cenedese con sculture, pitture e reperti archeologici. Sotto il portico e in alcune sale, affreschi di Francesco da Milano della prima metà del XVI.

 

PIEVE DI BIGONZO (prima metà del XIV sec.). Costruzione in forme romanico-gotiche con a lato un portichetto rinascimentale. All’interno, affreschi di Francesco da Milano e polittico di Marco Vecellio

S. GIUSTINA (XVI sec.). All’interno, sarcofago di Rizzardo VI da Camino, opera del 1336-40 ca. di artisti veneziani, sorretto da bellissime statue romaniche, raffiguranti guerrieri.

S. LORENZO (XV sec.). Costruzione incorporata nell’ospedale civile, conserva, all’interno, bellissimi affreschi di stile veneziano forse di Jacobello del Fiore e Nicolò di Pietro, risalenti alla prima metà del XV.

VIA MARTIRI DELLA LIBERTÀ* Fiancheggiata da portici ed edifici gotici e rinascimentali.

. Dintorni
VILLA LIPPOMANO (XVII sec.). Opera di B. Longhena, ha semplice e maestosa facciata con porticato a cinque arcate. All’interno, vasta sala con ballatoi sovrapposti e grande salone da ballo ornati di stucchi e affreschi.

Traversetolo

Mamiano di Traversetolo Parma

FONDAZIONE MAGNANI ROCCA Nell’ex casino di caccia dei Farnese, trasformato in villa eclettico-lombarda nel secolo scorso, è conservata la collezione di Luigi Magnani. Le collezioni della Fondazione Magnani Rocca, istituita nel 1977 da Luigi Magnani in memoria del padre Giuseppe e della madre Eugenia Rocca, sono stabilmente esposte nella residenza di Corte di Mamiano, dopo essere state in parte mostrate nel 1984 a Reggio Emilia. Il musicologo e saggista Luigi Magnani (Reggio Emilia 1906 – Corte di Mamiano, Traversetolo di Parma, 1984) studioso di Beethoven, Stendhal, Proust e Morandi fondò la sua raccolta di dipinti sulla ricerca costante della qualità e insieme della eccezionalità delle origini e delle vicende collezionistiche di ogni opera.http://www.magnanirocca.it/

Le prime acquisizioni, tra cui ricordiamo il trittico di Giovanni del Biondo, il polittico di Mello da Gubbio, la Sacra Conversazione di Tiziano, furono seguite da capolavori quali San Francesco che riceve le stimmate di Gentile da Fabriano, San Sebastiano di Lorenzo Costa, la Madonna del Patrocinio di Dürer, la Madonna col Bambino di Filippo Lippi, il Ritratto equestre di Giovanni Paolo Balbi di Van Dyck e La famiglia dell’ Infante Don Luis di Goya, Fussli. La raccolta dei moderni, che annovera fra gli Impressionisti cinque acquerelli di Cézanne e opere di Monet, Modigliani, De Chirico, De Pisis, de Staël, Wols, si incentra intorno al nucleo dei Morandi; creata nella sua integrità nel corso della lunga amicizia che legò il collezionista al pittore, questa sezione della raccolta consente di scandire momenti e temi del percorso artistico dell’artista bolognese, a partire dalla Natura morta metafisica del ’18.

Albrecht Dürer

Albrecht Dürer

 

 

 

 

Ancona

Ancona

Fondata nel 390 a.C. circa da coloni greci provenienti da Siracusa, divenne successivamente una colonia romana. Libero Comune nel Medioevo e repubblica indipendente nel XVI secolo, fu poi annessa allo Stato della Chiesa. Entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1860. I principali monumenti della città sono i resti dell’acropoli greca che sorgeva sul colle del Guasco, scoperti a seguito dei bombardamenti che danneggiarono gravemente l’abitato urbano durante la seconda guerra mondiale (i numerosi pavimenti a mosaico rinvenuti sono oggi custoditi nel locale Museo nazionale delle Marche). Altri notevoli monumenti sono l’Arco di Traiano (115 d.C.); un anfiteatro costruito durante il regno di Augusto; il Duomo (XII secolo), sorto su una basilica del IV secolo; la Loggia dei Mercanti (1459) e alcuni palazzi del XVI secolo, tra cui il Palazzo Ferretti, sede del Museo

ARCO DI TRAIANO (115). Scolpito in marmo greco da Apollodoro di Damasco, fu eretto in onore dell’Imperatore che aveva fatto fare dei lavori nel porto. Nel XVIII, i capitani dei bastimenti che si ancoravano nel porto dovevano pagare sessanta baiocchi per la sua conservazione.

CHIESA DEL GESU’ (XVII sec.). Facciata concava del Vanvitelli (1743) .

DUOMO, S. CIRIACO.** (IX sec.) (fianco). Rifatto nell’XI e ultimato nel XIII, è un complesso edificio romanico a croce greca con influenze bizantine ed elementi gotici. L ‘interno è tra i piu belli e originali del periodo. Tra i tesori con. servati: il Sepolcro Giannelli di Giovanni da Trau (1509) e le formelle del pluteo di Maestro Leonardo del XII. Il Duomo di Ancona sorge sulle fondamenta di un tempio pagano famoso nell’antichità classica e dedicato a Venere Euplea, protettrice della navigazione. Per i suoi lunghi tempi di costruzione, S. Ciriaco risulta stilisticamente assai complesso, anche se si può classificarlo come un esempio tra i piu interessanti dell’ architettura romanica. Dedicato dapprima a S. Lorenzo, prese in seguito il nome del martire S. Ciriaco, patrono della città, le cui reliquie sono conservate nella cripta. La cupola centrale dimostra i rapporti con l’Oriente e conferma che questo genere di cupole, su architetture romaniche, si presenta sempre in località costiere, dove, cioè, erano piu frequenti i contatti con quei Paesi e quell’arte. Isolato sulla parte alta della città, col mare alle spalle, S. Ciriaco sembra quasi offrirsi ai venti come un veliero impietrito: uno dei tanti vascelli che hanno fatto la gloria marinara della città.

s.ciriaco

s. ciriaco

All’interno, le transenne delle navate di destra sono composte dalle formelle dell’ antico pluteo di Maestro Leonardo, del XII. Questi bassorilievi a tarsia erano, in origine, a paste colorate, e rappresentano, da un lato, figure di Santi e, dall’ altro, figure di animali a coppie

LOGGIA DEI MERCANTI (XV sec.). Un guerriero a cavallo con la spada sguainata è il simbolo delle molte battaglie sostenute da Ancona, fiorente repubblica marinara fino al XVI. Lo stemma, un tempo dorato, sovrasta il portale della Loggia dei Mercanti, costruita nel XV, che ancora oggi è sede di contrattazioni e di affari.La facciata è di G. Orsini (1451-59), in Gotico fiorito veneziano, con quattro statue allegoriche di cui la Carità si ispira a J. Della Quercia. Il prospetto esterno è opera di P. Tibaldi.

MOLE VANVITELLIANA (1733). Costruzione militare, forse lazzaretto, a pianta pentagonale, opera del Vanvitelli.

MUSEO DIOCESANO. Ha sede nel Vecchio Episcopio.Vi sono raccolti vari oggetti di arte sacra fra cui il famoso sarcofago di Flavio Gorgonio del IV, gli arazzi di Bruxelles su cartoni di Rubens, bassorilievo XIII, icona XII

Arazzo su cartone del Rubens

Ancona, Museo Diocesano P_P_ RUBENS (Manifattura Fiamminga, Arazzo) Assunzione della Vergine,

MUSEO NAZIONALE DELLE MARCHE. Ha sede nel Palazzo Ferretti, del XVI, attribuito al Tibaldi, con grandi saloni affrescati dal Tibaldi stesso e dagli Zuccari nel XVI. Contiene raccolte archeologiche di materiale, trovato in diverse zone delle Marche, di insediamenti italici e romani

PALAZZO DEL SENATO

PINACOTECA COMUNALE PODESTI.* Ha sede dal 1973 nel Palazzo degli Anziani del XIII ( palazzo Bosdari ), rinnovato nel XVII, con bella facciata barocca e un lato a picco sul mare. La pinacoteca ospita opere, provenienti in gran parte dalle corporazioni religiose soppresse e da donazioni di famiglie anconetane, e risale agli anni tra il 1880 e il 1888; si aggiunse, al momento della sua costituzione, un gruppo di cartoni e bozzetti donati dal pittore anconetano Francesco Podesti (1800-95), al cui nome la pinacoteca fu poi intitolata. Vi sono esposte importanti opere che documentano i caratteri della cultura artistica marchigiana, particolarmente di quella che si sviluppò ad Ancona, e il costante rapporto della città con Venezia. Sono da segnalare: La vergine col Bambino, san Francesco, sant’Alvise e il donatore Alvise Gozzi, del 1520, prima opera datata di Tiziano; la Sacra conversazione di Lorenzo Lotto; una piccola, preziosissima, Madonna col Bambino* di Carlo Crivelli; una rara tavoletta di Arcangelo di Cola; la Dormitio virginis attribuita a Carlo da Camerino; due belle tele di Guercino, Santa Palazia e L’Immacolata Concezione; il Ritratto di Francesco Arsilli di Sebastiano del Piombo; e La Vergine e tre santi di Carlo Maratta, Circoncisione del Gentileschi (1615). Ben documentata è l’attività di Andrea Lilli, pittore anconetano attivo tra il 1589 e il 1631, la cui cultura «controriformata» raggiunse esiti di grande originalità. Dal 1979 è ospitata in palazzo Bosdari anche la GAM con una notevole raccolta di grafica, e opere di artisti locali

Olivuccio da Ceccarello

Olivuccio da Ceccarello

S. AGOSTINO. Trasformata in caserma, ne è rimasto il portale di C. Orsini, scultore dalmata (1460), ultimato dopo la sua morte (1475). Benchè ancora ricca di elementi gotici, ogive e pinnacoli sui lati, per il portale e le sculture va considerata l’opera più rinascimentale dell’Orsini. Nel baldacchino, sopra il portale, i due angeli sollevano una tenda quasi a presentare il Santo.

S. DOMENICO (XVIII sec.). Posta in cima a una scalinata, è l’esempio più interessante di sistemazione urbana locale. All’interno, una Crocifissione del Tiziano e un’ Annunciazione del Guercino.

ancona s. domenico

Tiziano

Tiziano

 

Guercino

Guercino

S. FRANCESCO DELLE SCALE (1323). Rifatta nel XVIII, ha un magnifico portale* gotico-veneziano di C. Orsini, coronato da guglie e ricchissimo di statue (1455). A destra della facciata, resti di un elegante portale rinascimentale, che dava accesso al convento, ora distrutto. All’interno conserva una pala di L. Lotto Assunta

ancona s. francesco

S. MARIA DELLA PIAZZA* (inizio del XIII sec.). Costruzione romanica, eretta su chiese preesistenti paleocristiane, di cui sono stati portati alla luce, durante lavori di ripristino dell’interno, gli interessanti resti. La parte piu notevole è l’ordine inferiore della facciata, costituito da quattro file di archetti ciechi su esili colonnine, che rappresentano un esempio unico nel genere . Sul fianco della chiesa, il bellissimo portale è in puro stile gotico. (part.)