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Chieri

Chieri - Torino

Città di antichissime origini, già abitata dai Liguri, divenne poi colonia romana, di cui rimane lo schema d’impianto nel centro vecchio.

CATTEDRALE (1405-35). E tra i migliori esempi di Gotico piemontese, opera forse di un architetto cistercense, rimaneggiata nel XVII e restaurata alla fine del XIX. Sulla facciata in cotto, la Madonna col Bambino nella lunetta è opera di arte francese del XIV. All’interno, sotto il presbiterio, cripta romanica del IX-X. Nel battistero, costruito nel XIII, sopra le absidiole, una fascia di affreschi del XV e, sull’altare a sinistra entrando, il Polittico Tana, opera dello Spanzotti del 1503, con l’ Adorazione del Bambino. Dirimpetto al battistero, la Cappella della Madonna delle Grazie, opera di E. Vittone del 1759. Il campanile è stato eretto in tre riprese tra il 1329 e il 1492.

chieri duomo

Spanzotti

 

Chieri Battistero

S. ANTONIO ABATE (1767). Disegnato dallo Juvarra e, forse, modificato dal Vittone.

S. DOMENICO (1300-32). Il campanile romanico, del 1381, è, con l’abside, la parte piu interessante della chiesa. All’interno, opere del Moncalvo.

S. FILIPPO NERI (1664-73). La facciata barocca è di M. L. Quarini; all’interno, interessanti lavori di legno scolpito, come i confessionali settecenteschi dei fratelli Riva e gli armadi della sacrestia.

S. GIORGIO. La facciata è barocca, mentre l’interno e la parte absidale conservano le strutture originali, gotiche. Nel Tesoro, singolare reliquiario di S. Giorgio del XIII-XIV d’argento sbalzato, a forma della testa.

Moncalvo

Moncalvo

Varallo Sesia

Varallo Sesia - Vercelli

 

COLLEGIATA DI S. GAUDENZIO (XIII sec.). Costruzione rifatta nel XVIII, cinta da un loggiato rinascimentale. All’interno, nell’abside, Sposalizio di S. Caterina e Santi, polittico di G. Ferrari (1516-20).

varallo sesia S.Gaudenzio

PINACOTECA. è situata, attualmente, al primo piano del Palazzo dei Musei, insieme al Museo Pietro Calderini. Occupa diverse sale del palazzo e custodisce opere di artisti prevalentemente valsesiani (sculture lignee, terracotte, affreschi e dipinti), provenienti, per la maggior parte, da chiese della Valsesia, distrutte o sconsacrate (San Carlo e Santa Marta), dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie e dal Sacro Monte. I primi nuclei furono costituiti dalle raccolte dell’antica scuola varallese di disegno, aperta nel 1778, e dalla Società di Incoraggiamento allo Studio del Disegno, fondata nel 1831. Ed era proprio nel palazzo di questa società, nella via al Sacro Monte, che erano ospitati, precedentemente, il Museo Calderini e la pinacoteca. Quest’ultima, fondata dalla Società per la Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia, costituitasi nel 1876, fu aperta al pubblico nel 1886 (allora, raccoglieva preziose tavole, affreschi, tele, disegni, incisioni ecc.) e ordinata nel 1902 dal pittore Giulio Arienta, che ne scrisse il primo catalogo. Alla costituzione di una notevole collezione anche per quello che riguarda l’arte valsesiana del XIX e del XX secolo, contribuirono, nel tempo, sia artisti della Scuola d’Arte di Varallo Sesia, sia donatori privati. Dopo alcuni lavori di riordinamento, la pinacoteca fu inaugurata nella sua nuova sede al Palazzo dei Musei nel 1960, in occasione del congresso indetto a Varallo Sesia dalla Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti e dedicato all’arte valsesiana. Tra i pochi, ma pregevoli, dipinti non valsesiani della raccolta, è da ricordare l’Ecce Homo di Dieric Bouts. Tra le opere piú significative si citano: San Sebastiano e San Rocco di Bartolomeo Carlo Borsetti; Ecce Homo di Daniele Crespi; la serie delle grandi tele raffiguranti i Fatti e incombenze della Confraternita di Santa Marta in Varallo e una Crocifissione, opere di Pier Francesco Gianoli; Canti di primavera di Pier Celestino Gilardi; la Madonna Assunta e il Ritratto del Beato Giacobini di Antonio Orgiazzi; il Ritratto femminile di Francesco del Cairo. Tra le numerose opere conservate di Tanzio da Varallo: Sant’Antonio da Padova, due versioni di David e Golia e un San Rocco. Del fratello, Melchiorre D’Enrico: due tempere su tela, raffiguranti Angeli in adorazione G. D’errico. In una sala sono riuniti i dipinti di Gaudenzio Ferrari e, dello stesso autore, i frammenti degli affreschi provenienti da Santa Maria delle Grazie e da altre chiese di Varallo Sesia (Discesa dello Spirito Santo). Sempre dal Sacro Monte, provengono anche alcuni frammenti di affreschi di Bernardino Lanino, tra i quali Pilato si lava le mani. Nella Pinacoteca di Varallo Sesia, inoltre, è custodita una notevole e cospicua raccolta di disegni, attribuiti a Baccio Bandinelli, a Jacopo Ceruti, detto il Pitocchetto, a Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, ad Antonio de Grott

Niklaus Weckmann il vecchio

Niklaus Weckmann il vecchio

 

Spanzotti

Spanzotti

 

Varallo Sesia - Museo - Tanzio da Varallo

SACRO MONTE. Su un colle che domina la cittadina secondo un uso tipico della zona, sono state costruite quarantacinque cappelle e la Chiesa dell’Assunta. Ideato da un padre francescano alla fine del XV, fu realizzato nel XVI e i lavori continuarono sino alla fine del XVIII. Ogni cappella è dedicata a un episodio della vita del Cristo o della Bibbia, rappresentato con affreschi e statue come in una serie di immensi presepi. Per la parte architettonica hanno collaborato prima P. Tibaldi poi G. Alessi. La facciata della Chiesa dell’ Assunta è di Giovanni Ceruti (1896). Le pitture sono in prevalenza di G. Ferrari, del Tanzio, del Morazzone; le statue sono opera degli stessi e di Giovanni d’Enrico, del Tabacchetti e di pochi altri. L ‘altare maggiore della Chiesa dell’ Assunta è di B. Alfieri, la composizione sulla cupola, Assunzione, è opera barocca di A. Tempesta con numerose statue e figure dipinte.

cappelle

Le quarantacinque cappelle del Sacro Monte suggeriscono ai visitatori l’impressione di essere arrivati, di volta in volta, al momento culminante di uno spettacolo; la ventitreesima, è intitolata ” Ecce Homo”, opera di C. Ferrari, dei fratelli d’Enrico e del Morazzone, realizzata con elementi architettonici, sculture e dipinti. Nella complessa opera, i vari elementi sono tanto armonizzati, che risulta difficile distinguere le opere pittoriche e scultoree dalla struttura architettonica.

varallo sacromonte  cappella della crocifissione g. ferrari

                                                               Cappella della crocifissione 

S. MARCO. Costruzione antichissima, fra le prime erette nella valle, rifatta in forme gotiche, ha, sul fianco esterno a sinistra, affreschi del XV e, all’interno, un ricchissimo tabernacolo ligneo e affreschi del XVI.

S. MARIA DELLE GRAZIE (1487-1501). Bella costruzione a una navata, con capriate di legno a vista, conserva, sulla parete che separa il presbiterio dal resto della chiesa, uno dei capolavori di G. Ferrari: l’immenso affresco pieno di vita e colore, diviso in ventun episodi che narrano le Storie di Cristo dall’Annunciazione alla Resurrezione.

Varallo sesia s. maria delle grazie GaudenzioFerrari_StorieCristo_

varallo sesia s. maria delle grazie crocifissione

varallo s.maria delle grazie Gaudenzio ferrari

. Dintorni

CAPELLA DELLA MADONNA DI LORETO (XV sec.). Costruzione rinascimentale, cinta su tre lati da portici, conserva affreschi, sia all’interno sia all’esterno, di G. Ferrari, G. C. Luini, Andrea Solario e altri.

varallo sesia Cappella della Madonna di Loreto1

varallo sesia Cappella della Madonna di Loreto g. ferrari

Ivrea

Ivrea Torino

Di origine romana, fondata nel 100 a.C. col nome di Eporedia, fu particolarmente fiorente nei secoli IX e X, quando il Marchese d’Ivrea, Arduino, vi fu incoronato re d’Italia. Conserva notevoli ricordi delle varie epoche della sua storia.

ANFITEATRO ROMANO (II sec.). Ellittico, di m 95 x m 72, poteva contenere circa diecimila spettatori. All’intemo, molte tracce di affreschi che ricordano quelli pompeiani.

CAMPANILE DI S. STEFANO (XI sec.). Unico resto dell’Abbazia di S. Stefano, eretta da Guglielmo da Volpiano.

CASTELLO DELLE QUATTRO TORRI (1358-93). Eretto dal Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, ha pianta quadrata, con torri cilindriche agli angoli, di cui una è stata distrutta da un’esplosione nel 1676.

Ivrea Castello

DUOMO (IV sec.). Eretto sulle fondazioni di un tempio dedicato ad Apollo, rifatto nell’XI, ma rimaneggiato nel XVIII, conserva, originali del Mille, le due torri campanarie, romaniche, il tiburio ottagonale, l’abside e la cripta. All’interno, rimaneggiato, due belle tavole di D. Ferrari: Natività del 1519 e Adorazione del Bambino del 1521. Nella cripta, frammenti di affreschi medievali.

Ivrea Duomo int

Ivrea Biblioteca Capitolare,

MUSEO CIVICO. Raccoglie interessanti reperti romani, tra i quali una stele funeraria con la raffigurazione di una “groma”, strumento di misura dei geometri romani, e la collezione Carda di arte orientale.

PALAZZO DELLA CREDENZA (XIV sec.). Prima sede del Comune.

S. BERNARDINO (XV sec.). È l’unico resto di un convento. All’interno, un ciclo di affreschi, Vita di Gesù, di C. M. Spanzotti (1495-1505). L’ artista, gloria della pittura piemontese tra il XV e il XVI, ha lasciato il suo capolavoro nell’imponente ciclo di affreschi

STABILIMENTO OLIVETTI (1942). Su progetto degli architetti Figini e Pollini: interessante esempio di architettura industriale contemporanea