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Galluzzo Certosa

Galluzzo Firenze

CHIESA MONASTICA attualmente è composta da due vani stilisticamente molto diversi ed eseguiti in tempi distinti: la facciata e il coro dei conversi realizzati tra il 1550 e il 1558 e la parte riservata ai monaci con il presbiterio, che, trasformati e decorati successivamente, sono situati nella parte trecentesca del complesso. Al momento della costruzione del complesso monumentale, la chiesa venne edificata sulla viva roccia del colle e nella posizione più alta, in modo da enfatizzare la funzione primaria che assolveva nella vita della comunità. La parte più antica dell’edificio, cioè quella che oggi è riservata ai monaci, corrisponde perfettamente alla tipologia delle chiese certosine: ha la pianta rettangolare, l’abside è piatta e le sue misure sono comuni a molte chiese dell’ordine. Le slanciate strutture trecentesche sono state trasformate nei secoli successivi, le monofore furono modificate nel corso del XVI sec. e quelle dell’abside furono tamponate e sono visibili solo dall’esterno. Le volte a crociera, a differenza delle altre chiese certosine, poggiano su semipilastri e dividono la navata in tre campate di lunghezza differente, in modo da accentuare il senso di profondità dell’interno.

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galluzzo certosa firenze

galluzzo albertinelli

Alla fine del 1550 cominciarono i lavori per la realizzazione della nuova facciata, dopo che vennero terminati quelli di abbellimento della zona del presbiterio. La facciata si presenta in due ordini di semicolonne e semipilastri sovrapposti con un cornicione ed un troppo marcato timpano. La sua struttura si inserisce in un generale disegno tipicamente cinquecentesco. Il pregevole portale, finemente lavorato in pietra serena è opera dello scalpellino Simone di Bernardino Bassi (1557), mentre il gruppo della Crocifissione sotto l’arco della facciata trecentesca è opera di arte tedesca del sec. XVII

Pinacoteca: piano superiore del Palazzo Acciaiuoli

Il piano superiore del Palazzo Acciaioli, posto alla stessa quota della chiesa e del piazzale, è di dimensioni notevolmente minori rispetto al piano inferiore, è costituito da due soli saloni, adibiti, dopo i restauri degli anni cinquanta, a pinacoteca, dove vennero collocate varie opere d’arte appartenenti al patrimonio artistico della Certosa oppure qui trasferite dalle autorità competenti.In questo primo salone dominano gli affreschi realizzati dal Pontormo nel 1523-25 per decorare il chiostro dei monaci, e qui collocati negli anni 1955-56 per evitare il degrado causato dalla loro esposizione agli agenti atmosferici e all’umidità.Il Pontormo si trasferì alla Certosa a causa dello scoppio dell’epidemia di peste nel 1523. La solitudine e lo spirito ascetico che il pittore avvertiva nel monastero e le richieste dei certosini, avviarono il Pontormo verso quella che sarà una svolta decisiva nella sua pittura: l’abbandono dello stile bucolico e naturalistico di Poggio a Caiano e il passaggio da soggetti mitici e profani a rappresentazioni religiose di tipo drammatico.I cicli del Pontormo alla Certosa, come del Rosso a Volterra, coincidono con la diffusione delle idee della Riforma e delle dottrine di Erasmo, che determinarono l’affermarsi nel primo manierismo di certe suggestioni antiretoriche, antinformali e anticlassiche.galluzzo certosa pontormo

 

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Sempre in questa sala sono disposti, oltre al Crocifisso ligneo (arte toscana del primo decennio della seconda metà del XIV secolo), i seguenti quadri: Ritratto di Niccolò Acciaioli di pittore della Scuola fiorentina della 2ª metà del XVI secolo; Risurrezione di Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551-1640), Deposizione di pittore nordico della fine del XVI secolo; Discorso della Montagna di Jacopo Chimenti detto l’Empoli; Cammino al Calvario di Giovanbattista Naldini (1537-1591); Cristo davanti a Pilato di Jacopo Ligozzi (1547-1626); Orazione dell’orto di Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559-1613); Cena di Emmaus di Jacopo Chimenti detto l’Empoli.

Anche nel secondo salone le murature verso il piazzale sono cinquecentesche, come il portico, costruito per creare la simmetria con la foresteria.I quadri che sono disposti in questa sala sono: Martirio di S. Andrea di Cosimo Gamberucci (1560/65-1621); L’Angelo Custode di Giovanni Bilivert (1576-1644)

galluzzo Jacopo da Empoli, Cena in Emmaus, 1582, copia da Pontormo, Certosa del Galluzzo, Firenze

Jacopo da Empoli copia da Pontormo

Orzinuovi

Orzinuovi - Brescia

CHIESA DI SAN DOMENICO. Conserva una tela del Moretto

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LA ROCCA

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PINACOTECA COMUNALE. Ha sede nella Rocca

Procaccini

Procaccini

Conversano

Conversano - Bari

CASTELLO. Di origine normanna, fu, in seguito, più volte ingrandito e modificato. I tre torrioni quadrati sono del XII e XIII, il torrione cilindrico d’angolo del XIV e quello poligonale del 1460. Il portale, la cinta del cortile e la galleria risalgono all’inizio del XVIII.

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CATTEDRALE (XI-XII sec.). Fu rinnovata nel 1359-73 conservando le forme originali romaniche e molto restaurata dopo un incendio all’inizio di questo secolo. La parte meglio conservata è la facciata del XIV. Interessante anche la struttura interna, romanica, con matronei. Il pulpito è moderno, rifatto in forme romaniche.

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MUSEO DIOCESANO

PINACOTECA FINOGLIO

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S. BENEDETTO (XI sec.). Costruzione rimaneggiata nel 1658; sul fianco sinistro, elegante fregio romanico a mosaico. Il portale, del XVI, è fiancheggiato da due coppie di colonne su leoni romanici. All’interno, che conserva la struttura originale, ricca decorazione barocca. La cripta, sotto la chiesa, risale alla prima costruzione che i Saraceni distrussero nell ‘841. Il campanile è barocco.

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 S. CATERINA (XI sec.). Costruzione su pianta a quadrifoglio, di tipo siriaco, con cupola centrale su tamburo ottagonale che termina in un campaniletto.

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 S. MARIA DELL’ ISOLA. Ex abbazia medievale, conserva, all’interno, in una cappella, il complesso monumento funerario di Giulio Antonio Acquaviva che morì nel 1481 a Otranto, combattendo contro i Turchi.

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Bettona

Bettona - Perugia

Conserva le mura medievali con qualche tratto di mura etrusche, a grandi massi, del IV a.C.

PINACOTECA. Raccoglie opere del Perugino, di artisti della scuola dei Della Ròbbia e locali, oltre a materiale archeologico e ceramiche.

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Dono Doni

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Benedetto di Bindo

S.MARIA MAGGIORE (XIII sec.). Costruzione rimaneggiata nel XVII, ha facciata grezza. All’interno, un gonfalone del Perugino e uno stendardo a due facce, con Crocifissione e Pietà di Niccolò Alunno, importante pittore umbro della seconda metà del XV.

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. Dintorni

TOMBA ETRUSCA DI SAN  MANNO (III-II sec. a.C.). Costruita con grandi massi, è coperta da una grandiosa volta a botte.

Acireale

Acireale-Catania

DUOMO (1597-1618). Rimaneggiato nel XVIII, ha la facciata moderna, anche se imita lo stile gotico, e conserva il magnifico portale secentesco con statue dell’ Annunciazione e di Sante.

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GABINETTO NUMISMATICO. Ha sede nel Palazzo Pennisi di Floristella; vi si conserva una tra le piu importapti e complete raccolte di monete greco-sicule. E visitabile solamente dietro richiesta.

 PALAZZO COMUNALE (1659). Piu volte restaurato, ha due ordini di ricche finestre, e una balaustrata al pianterreno, secondo i modi del Barocco catanese. Ospita le raccolte storico- artistiche della città.

PINACOTECA ZELANTEA. Ha sede nel Palazzo Comunale e conserva quadri del Guercino, M. Preti, disegni di S. Rosa, G. Reni, L. Giordano. Nell’annesso Museo Archeologico, oggetti di scavo locale, terrecotte figurate e un busto di Giulio Cesare scoperto nel 1675.

Antonio Filocamo

Antonio Filocamo

S.SEBASTIANO (prima metà del XVII sec.). La facciata barocca, animata da statue nelle nicchie e sulle comici, è stata completata e restaurata dopo il terremoto del 1705. La balaustrata che delimita il sagrato, vero modello di Barocco meridionale, è opera di G. B. Marino, con dieci statue di figure del Vecchio Testamento.

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SS PIETRO E PAOLO. Chiesa barocca, a due ordini di colonne, con campanile del XVIII.

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