Tag Archive for Parmigianino

Taggia

Taggia - lmperia 

Uno dei centri più antichi della Riviera di ponente, conserva caratteristiche strutture medievali, come gli arconi da casa a casa e le mura.

CHIESA DELLA MADONNA DEL CANNETO (XII sec.). Eretta su precedente costruzione, ne conserva alcuni resti. E una bella chiesa romanica, già prima sede dei Benedettini nella valle.

PARROCCHIALE (XVIII sec.). All’interno, nella terza cappella destra, S. Antonio Abate e S. Paolo eremita di L. Cambiaso e tre tavole del XV di Leonardo da Finale; nella quarta cappella sinistra, una Madonna di marmo di S. Revelli (XIX), conosciuta come Madonna di Taggia.

S. DOMENICO (1460). Eretta da maestri comacini, è stata recentemente restaurata. All’interno, Adorazione dei Magi del Parmigianino, tre polittici di L. Brea: Battesimo di Cristo e Santi (1495), all’altare maggiore, Madonna della Misericordia e Santi (1433) e Annunciazione (1484); S. Tommaso e i dottori di C. Canavesio (1495) e un Crocifisso ligneo, di arte spagnola del XIII-XIV; in sacrestia, Epifania di Perin del Vaga. Accanto alla chiesa, bel chiostro del XV con tracce di affreschi sulle pareti. Nella sala capitolare e nel refettorio, due affreschi raffiguranti la Crocifissione di C. Canavesio.

taggia s.domenico parmigianino

parmigianino

Taggia_San_Domenico_Polittico_Canavesio

C. Canavesio

Fontanellato

Fontanellato Parma

Di origini longobarde, Fontanellato deve il suo sviluppo alla famiglia Sanvitale che, nel 1404, commissiona la ricostruzione della Rocca e fortifica il borgo. La Rocca, rimasta intatta fino ai nostri giorni, domina il centro della cittadina. Circondata da un fossato, ha pianta quadrata ed è formata da quattro corpi di fabbrica intorno ad un cortile quadrato.

BASILICA

Fontanellato Basilica

ROCCA (inizio del XV sec.). È uno tra i castelli più belli e meglio conservati dell’Emilia. Costruito come fortilizio, fu trasformato in dimora nel XVI e XVII. Al primo piano si trova l’appartamento nobiliare dei Sanvitale, ed oggi trasformato in museo. Ha molti notevoli ambienti: la sala d’armi, con affreschi del XVI dei Campi e una bella raccolta di armi antiche; la sala da pranzo, con nature morte di grandi dimensioni di F. Boselli e armadi con stoviglie antiche di una fornace di Parma; la sala del biliardo e la sala di ricevimento con altri dipinti del Boselli, mobili e arredi del XVII e XVIII e, infine, la famosa Saletta di Diana e Atteone, boudoir di Paola Gonzaga, moglie di Galeazzo Sanvitale, signore di Fontanellato, affrescata dal Parmigianino nel 1523 Il racconto mitologico, tratto dal libro delle “Metamorfosi” di Ovidio, si snoda nella parte superiore delle quattro pareti in tredici lunette e narra la vicenda di Atteone trasformato in cervo da Diana, sorpresa al bagno con le ninfe e sbranato dai suoi stessi cani. Nella volta, in un pergolato di verzura, amorini e putti sostengono festoni di frutta.

fontanellato rocca di sanvitale pan

fontanellato felice boselli

 fontanellato rocca di sanvitale parmigianino part

fontanellato rocca di sanvitale parmigianino

Bardi

 Bardi - Parma

CASTELLO DEI LANDI. La fortezza di Bardi, costruita nel IX secolo in posizione strategica, ha una funzione prevalentemente difensiva sino alla fine del Cinquecento, quando Federico Landi trasforma la fortezza medievale in una fastosa corte signorile. Le sale dello studiolo di Federico Landi decorate con affreschi dei primi anni del XVII secolo, sono la testimonianza del desiderio di Federico di esaltare la propria casata celebrandone le parentele nella “Stanza degli Stemmi” e i possedimenti nella “Stanza delle Vedute”.

bardi01

PARROCCHIALE Conserva la prima opera nota del Parmigianino Madonna in trono e santi.

Parmigianino,_pala_di_bardi

Dintorni

Casanova . Chiesa Assunzione di G.B. Trotti

bardi casanova g.b. trotti

 

 

Parma

Il vecchio nucleo della città conserva il regolare reticolo di stradette della quadrata città romana. Fra la metà del XVI e la prima metà del XIX fu arricchita di bellissimi monumenti dai Farnese, dai Barbone e da Maria Luigia d’ Austria.

BATTISTERO*(1196). È una mole insieme imponente e fragile, a forma ottagonale, come la maggior parte dei battisteri dell’epoca, e appartiene, per struttura e per decorazione, al periodo di transizione tra il Romanico e il Gotico è tutto di marmo rosso di Verona con tre portali sormontati da quattro ordini di loggette. Compiuto nel 1260, vi furono aggiunti la balaustrata, e i pinnacoli di coronamento nel 1302-07. La vigorosa decorazione scultorea dell’ Antelami e della sua scuola ne fanno l’opera piu espressiva della scultura romanica. Si notino il Portale del Redentore con Giudizio Universale in una lunetta e, nella lunetta di un’arcata cieca, le statue di Salomone e della Regina di Saba.
L’interno, a sedici lati, è tutto ornato di sculture dell’ Antelami e della sua scuola, la cupola affrescata. Interessantissimi i gruppi nei nicchioni sotto i matronei: Presentazione al Tempio, Fuga in Egitto, l’ Annunciata e l’ Angelo. Sul pavimento, le dodici stele con le raffigurazioni dei mesi e le due allegorie delle stagioni, Inverno e Primavera, sono dell’ Antelami. Gli affreschi, di eccezionale fattura, posti nei nicchioni superiori e sulla cupola, sono del XIII. Si può dividerli in quattro zone orizzontali: nella prima, a nicchie, appaiono Episodi della vita di Abramo, le Stagioni, gli Elementi; nella seconda, Episodi della vita del Battista; nella terza, Cristo, la Madonna, il Battista e alcuni Profeti; infine, nella quarta, gli Apostoli e gli Evangelisti e, sulla volta, il cielo stellato. Sopra l’altare, Battesimo di Gesu. In altre nicchie, affreschi votivi di pittori del XIV

parma battistero

parma battistero cupola int

parma battistero antelami 1

BIBLIOTECA PALATINA. Ha sede nel Palazzo della Pilotta, raccoglie oltre mezzo milione di volumi, migliaia di autografi, stampe, incisioni e codici miniati.

CAMERA DI S. PAOLO* Per la delizia della badessa Giovanna Piacenza, il Correggio dipinse nel 1518 il suo primo capolavoro: la volta della sala dei convegni del monastero. Il soffitto è trasformato in un grande pergolato che copre tutta la superficie, divisa in sedici spicchi: ogni spicchio ha un tondo con un putto e, sotto, una lunetta con una scena mitologica. Il pergolato è ricco di trionfi di frutta, sorretti da nastri che arrivano intrecciandosi al rosone centrale, dove è scolpito a rilievo lo stemma della badessa committente, raffigurante tre lune falcate. Alla base, nelle lunette, sono collocate figure allegoriche, che il chiaroscuro di un unico colore fa sembrare scolpite e, sotto, una decorazione con teste d’ariete unite da drappi. I veri protagonisti sono i putti nei rosoni, investiti da una luce rosata contro il cielo azzurro, che vivono una sfrenata farandola di giochi cogliendo frutta, suonando il corno, preparando l’ arco, mostrando trofei di caccia, abbracciando cani

parma camera di s. paolo volta

CHIESA DELLA MADONNA DELLA STECCATA (1539). Pregevole edificio rinascimentale con quattro absidi semicircolari, opera di B. e G. F. Zaccagni. All’interno, elegante e armonioso, notevoli opere d’arte: il monumento Neipperg, di L. Bartolini (1840); due belle tele, David e S. Cecilia, e le decorazioni sulle pareti del presbiterio, del Parmigianino; nella cupola, Assunzione della Vergine, di B. Gatti; sul leggio del coro, Cristo risorto, bronzo di A. Spinelli (1563); sontuosi banchi barocchi intagliati e, in una cappella sotterranea, le tombe dei Farnese.

parma s. maria della steccata parmigianino  pit

DUOMO*(XII sec.). E uno dei capolavori dell’architettura tardo romanica lombarda. custodisce i tesori di due tra i maggiori maestri dell’arte italiana, le mirabili sculture di Benedetto Antelami, del XII, e, nella volta, gli affreschi, raffiguranti l’Assunzione della Vergine circondata da Santi, putti, festoni, in un tripudio di colori e di movimento, capolavoro del pittore Antonio Allegri, detto il Correggio, del XVI. Il protiro sulla facciata, opera di Giambono da Bissone (1281), ha, nel sottarco, le figure dei mesi e altri rilievi nell’architrave della porta. All’interno, severo, si notino: nella cupola, una delle opere piu significative del Correggio, Assunzione della Vergine (1526-30); nel transetto destro, Deposizione dell’ Antelami, che è il capolavoro della scultura romanica. Sul fondo decorato a intarsio metallico, secondo una tecnica bizantina, l’ artista firmò e datò, per la prima volta (1178), la sua opera. ll Cristo è sostenuto da Giuseppe d’ Arimatea dietro il quale sta la raffigurazione simbolica della Chiesa, seguita dalla Madonna, da Giovanni, dalle due Marie e da Salomè. Dall’ altra parte, Nicodemo stacca il chiodo dalla Croce e, dietro di lui, si distinguono la raffigurazione simbolica della Sinagoga, un centurione con lo scudo e alcuni soldati che si dividono la veste di Cristo. Il fondo metallico dà spicco
alle figure scolpite in breccia rosa di Verona e i due colori contrastanti creano due diverse intensità di luce; nell’ abside, la cattedra episcopale, dell’ Antelami (1180); nella navata centrale, la statua di rame dorato di S. Raffaele (1294), già sulla cuspide del campanile; nel coro, due preziosi corali miniati del XIII e XIV e codici del XV; infine, due monumenti sepolcrali, opera di Gian Francesco da Agrate del XVI. Tutte le pareti sono coperte di decorazioni e pitture che ne snaturano un poco il carattere romanico, ma sono opera di eccellenti artisti come G. Mazzola Bedoli (ante organo), L. Gambara, P. Allegri e altri del XV e XVI. La cripta, sotto il presbiterio, è retta da colonnine con interessanti capitelli a disegno vario, ha affreschi del XV e XVI e, inoltre, un’ Annunciazione di arte senese del XV, una Madonna col Bambino e Santi del XV e i Sepolcri, opera di Prospero e Girolamo Spani. Il poderoso ed elegante campanile, sulla destra del Duomo, è del 1280-94. Distrutto dal terremoto del 1117, fu ricostruito subito dopo, dotato di un campanile gotico nel 1284-94 e terminato nel XIV.

parma piazza duomo

parma duomo antelami deposizione

parma duomo cattedra

La famosissima cattedra episcopale, anche nota come Cattedra dell’antipapa Càdalo (vescovo di Parma, antipapa col nome di Onorio II dal 1061 al 1064 in opposizione al papa Alessandro II), è stata ornata sui fianchi nel 1180 con altorilievi rappresentanti “S. Giorgio” e la “Conversione di S. Paolo”. L’ Antelami ha raffigurato, con asciutto vigore, la fase saliente del miracolo quando la grande luce abbaglia Saul, che prenderà poi il nome di Paolo, e lo fa cadere da cavallo

 

GALLERIA NAZIONALE.*  Nonostante le gravi perdite subite dalle collezioni ducali tra i secoli XVIII e XIX, la galleria, divenuta nazionale nel 1945, rimane un luogo fondamentale per lo studio della storia pittorica cittadina, apprezzabile sia nelle opere dei protagonisti locali, sia negli apporti dei pittori forestieri (Cima da Conegliano, Francia, Piazzetta, Ricci). Dopo la perdita della straordinaria raccolta Farnese, passata a Napoli nel 1734 (comprendente capolavori di Correggio, Parmigianino, Tiziano, Raffaello, Lanfranco), sarà Filippo di Borbone a dare un nuovo impulso alla collezione con l’istituzione sia dell’Accademia di belle arti che di una quadreria, con fini educativi nei confronti dei giovani artisti. Durante il regno di Ferdinando, la galleria acquisisce l’importante collezione di primitivi toscani (Bernardo Daddi, Bicci di Lorenzo, Puccio di Simone) raccolta dal marchese Tacoli Canacci, che purtroppo ha subito anch’essa vistose perdite. Un ulteriore incremento delle collezioni si ebbe sotto il governo di Maria Luigia (1816-47), che incaricò inoltre Paolo Toschi di intraprendere una risistemazione generale delle sale espositive. Tra i successivi riordini va almeno ricordato quello deciso da Corrado Ricci, che fu inoltre l’autore di un esaustivo catalogo (1896), il primo che consente di verificare con precisione la consistenza patrimoniale della galleria. La storia novecentesca della galleria vede ulteriori trasformazioni. A partire dal 1967, trent’anni circa dopo il riordino del 1938-39, per volere di Augusta Ghidiglia Quintavalle inizia una radicale risistemazione del materiale in vista dell’allestimento di un piú ampio museo-galleria. Nel 1986 è stato inaugurato il nuovo allestimento e nel 1991 è stato riaperto il salone ottocentesco di Maria Luigia, ripristinato secondo criteri rigorosamente filologici.Ha sede nel Palazzo della Pilotta. È importantissima per la conoscenza della pittura parmense dal XV al XVIII. Si notino: Redentore e Santi portacroce di Giovanni di Paolo, dell’inizio del XV; Madonna col Bambino e Santi del Beato Angelico; Testa di fanciulla, bozzetto su tavola di Leonardo da Vinci; Madonna col Bambino e Santi di Cima da Conegliano; Madonna della Scala, Martirio di S. Placido e S. Flavia, Annunciazione e Madonna di S. Girolamo, Pietà, del Correggio; Deposizione nel sepolcro, Madonna e Santi di A. Carracci; Sposalizio di S. Caterina, Schiava turca e Autoritratto del Parmigianino; di G. Mazzola Bedoli Adorazione dei Magi; Madonna col Bambino e S. Giovannino del Bronzino; Maria Luigia d’ Austria, statua di marmo del Canova; Madonna della Concezione di G. B. Piazzetta; S. Fedele da Sigmaringa atterra l’eresia di Giambattista Tiepolo; vedute del Canaletto e del Bellotto; Ritratto di Erasmo da Rotterdam di H. Holbein il Giovane; La guarigione del cieco di El Greco; Giobbe dello Spagnoletto; Deposizione di Schedoni

parma galleria nazionale correggio deposizione

Correggio Deposizione

MUSEO AMEDEO BOCCHI (I883 -1976) Nei restaurati spazi dell’antico e prestigioso Palazzo Sanvitale, ha sede il Museo dedicato ad Amedeo Bocchi, artista parmigiano di nascita e romano d’adozione

Parma - Museo A. Bocchi - A. Bocchi

MUSEO BODONIANO. Ha sede nel Palazzo della Pilotta ed è annesso alla Biblioteca Palatina. Il grande tipografo e incisore, nato a Saluzzo, aveva stabilito a Parma alla corte ducale, dove diresse dal 1768 la stamperia reale, l’ ambiente piu adatto e i fondi per realizzare la sua opera. Nel 1771 iniziò la creazione di caratteri incidendo punzoni e matrici da stampa. Nel 1818, cinque anni dopo la sua morte, fu pubblicato il suo famoso “Manuale del tipografo”. Il museo raccoglie ben ottantamila fra punzoni e matrici manuali tecnici. edizioni rarissime su seta o pergamene e la collezione completa delle opere.

MUSEO DI ARTE CINESE. Ha sede nell’Istituto Saveriano. È costituito da importanti pezzi portati in patria da missionari. Raccoglie bronzi del II millennio a.C. e ceramiche dal III millennio a.C. a oggi; pitture dal I millennio in avanti, monete, lacche, giade, avori, smalti.

MUSEO DIOCESANO 

Antelami

Antelami

MUSEO GLAUCO LOMBARDI. Ha sede nel Palazzo di Riserva. Nelle belle sale decorate dal francese Petitot, sono raccolti cimeli della duchessa Maria Luigia: autografi, acquerelli, ricordi e una bella collezione di quadri soprattutto di autori francesi quali Watteau, Mignard, Ingres, Gerard. Vi si noti anche un Goya.

MUSEO NAZIONALE DI ANTICHITÀ. Ha sede nel Palazzo della Pilotta. Fu istituito da Filippo I di Barbone per raccogliere i reperti degli scavi di Velleia, da lui stesso promossi, del teatro romano e delle terremare della zona; continuò poi con materiali romani, medievali e posteriori. Contemporaneamente si iniziò la raccolta per il medagliere con pezzi greco-romani, medievali e successivi. Si notino le oreficerie romane e longobarde; la famosa Tavola Alimentaria di bronzo, di Traiano, proveniente da Velleia ; le statue di marmo della Basilica di Velleia; la testa bronzea di Adriano; bronzetti etruschi e latini; i vasi greci; gli arazzi e i mobili del XVII e XVIII; un presepio e altri oggetti di terracotta, il Cristo in gloria con i Dottori della Chiesa di B. Antelami (1178), proveniente, probabilmente, dall’ambone del Duomo. Inoltre, una raccolta di materiale preistorico, rinvenuto nell’Italia settentrionale.

PALAZZO DELLA PILOTTA (XVI sec.). La mastodontica costruzione fu continuata nel XVII, ma è rimasta incompiuta. Il nome gli viene dal fatto che nel cortile si giocava alla pelota. E sede dei maggiori musei cittadini.

PALAZZO DELL’ ARCIVESCOVADO (XIII sec.). Rimaneggiato nel XVIII, è stato recentemente restaurato nelle forme originali. Ha bel cortile porticato del XVI e ospita una piccola quadreria.

PALAZZO DELL’INTENDENZA DI FINANZA (XVIII sec.). Eretto dal Petitot, era sede di Ministeri Ducali.

PALAZZO DELL’UNIVERSITÀ (XVI sec.). Severa costruzione attribuita all’ Alessi e al Vignola. Nell’ Aula Magna, dodici quadri di S. Ricci del XVIII con episodi di storia classica. Il palazzo ospita importanti raccolte : il Museo Geologico, il Museo Mineralogico, il Museo Zoologico, una raccolta di animali del Parmense e altre.

PALAZZO DEL MUNICIPIO (XVII sec.). Ha un grande portico; uno scalone porta al primo piano dove, nel Salone dei Consigli, sono raccolti interessanti affreschi e, in .altre sale, dipinti di Agostino Carracci, G. Gatti, P. I. Spolverini e altri. L’ edificio, severo, è in cotto e consta di due piani.

PALAZZO DUCALE (XVI sec.). ( Palazzo del Giardino ) La costruzione del Palazzo iniziò per volontà di Ottavio Farnese nel 1561, probabilmente su progetto del Vignola, ampliato con aggiunte del Moschino e del Rainaldi. In origine era ornato da una grandiosa fontana disegnata dal Boscoli. L’edificio attuale appare modificato dall’intervento dell’architetto Petitot, verso il 1760, e dai danni subiti durante l’ultima guerra. Della decorazione cinquecentesca oggi rimane traccia soltanto nelle Sale di Orfeo e del Bacio, le cui pareti e il soffitto sono ricoperte di scene tratte dalle storie di Ruggero e Alcina dell’Orlando Furioso; da episodi di Ovidio, e dell’Orlando Innamorato. Questi dipinti fin qui attribuiti a Bertoia, vengono oggi assegnati, dalla De Grazia, al Mirola. La recente scoperta di due ambienti affrescati nell’ala sud-occidentale del palazzo permette di puntualizzare lo stile del Bertoia, a cui gli affreschi apparterrebbero e di distinguere dalla sua, la personalità del Mirola. La tematica dell’amore tratta da miti classici e da poemi cavallereschi, si ritrova in un piccolo ambiente, il cui soffitto venne dipinto con allegorie da Agostino Carracci nel 1601, rimanendo incompiuto per la sua morte nel 1602. Completata con gli stucchi di Luca Reti negli angoli della volta con la serie degli amori di Giove; e nel 1680 con gli affreschi con il Trionfo di Venere, e Bacco e Arianna del Cignani. Sono invece completamente scomparse le opere di Angelo Michele Colonna, di Camillo Gavasetti, di Sigismondo Caula, del Chenda; rimangono i dipinti con Storie di Ulisse e di Admeto e Alcesti, molto restaurate nel secolo scorso, di G. B. Trotti detto il Malosso; e resti di quelli in un altro ambiente, con Storie di Erminia e Tancredi del Tiarini. Gli eleganti stucchi eseguiti da Benigno Bossi nel salone a nord-ovest e sulla volta del salone di ingresso appartengono alla fase settecentesca della decorazione, come i dipinti murali monocromi dello stesso autore provenienti dalla Sala dei giochi, oggi staccati e conservati, notevolmente deperiti, nella gn, con scene tratte dal quinto libro dell’Eneide, di sapore neoclassico. Alcuni di questi erano stati ricoperti per ordine del bigotto duca Ferdinando di Borbone e vennero riportati alla luce durante i lavori diretti dall’architetto Bettoli a partire dal 1838. Il Parco Ducale, intorno, fu creato nel XVI e ornato di gruppi statuari di J. E. Boudard.

parma palazzo ducale a. carracci_2

Annibale Carracci

PINACOTECA STUARD. Ha sede nel Palazzo della Congregazione di Carità di S. Filippo Neri. La raccolta fu donata (1834) alla Congregazione dal confratello Giuseppe Stuard. E interessante per la conoscenza dei primitivi toscani. Si notino Cristo portacroce di Giovanni di Francesco; Pietà di Nicolò di Tommaso; Madonna col Bambino attribuita a E. Daddi : Ecce Homo del Guercino. Vi sono inoltre conservate preziose testimonianze della pittura tra Sei e Settecento (Schedoni, Lanfranco, Ricci, Bellotto).

Parma - Pinacoteca Stuard - Pietro di Giovanni d'Ambrogio

Pietro di Giovanni d’Ambrogio

S. ANTONIO ABATE (XVIII sec.). Eretta da Ferdinando Bibiena, ha una bella facciata. L ‘originale interno, ricco di statue e dipinti, ha soffitto a doppia volta.

S. CROCE (XII) Interno romanico con alcuni capitelli originali. Importante tappa della Via Francigena, accoglieva i pellegrini che arrivavano dalla Via Emilia. Fondata nei primi decenni del XII sec. ora conserva ben poco dell’antica struttura. Rifatta a partire dal 1415 e poi nel 1635-1666, fu restaurata agli inizi del ‘900 per cercare di riportarla alle forme romaniche, ma rimangono solo deboli tracce. All’interno spiccano gli affreschi di Giovanni Maria Conti e i capitelli sorretti dalle colonne in laterizi che risalgono al XII sec.

S. GIOVANNI EVANGELISTA (XVI sec.). Chiesa rifatta su precedente del X con facciata e campanile del XVII. L ‘interno, rinascimentale, ha ricca decorazione pittorica del XVI. Nella cupola, Visione di S. Giovanni a Patmos con figure di Evangelisti e Dottori della Chiesa nei pennacchi, del Correggio (1520-23); nel transetto sinistro, S. Giovanni che scrive l’ Apocalisse, affresco del Correggio; nella prima, seconda e quarta cappella a sinistra, affreschi del Parmigianino; bellissimo coro di legno, intagliato da M. Zucchi (1531); nel transetto sinistro, ai lati dell’altare, S. Giovanni Evangelista e Madonna della Rosa, terrecotte di A. Begarelli. Presso la chiesa si trova il Monastero Benedettino del X modificato nel XVII, con tre chiostri del XVI e il bel portale della sala capitolare. La biblioteca, che ha sede in un bel salone affrescato, conserva codici miniati del XV e XVI.

Correggio

Correggio

S. PIETRO APOSTOLO (X sec.). Costruzione rifatta nel XV e XVIII; è una delle più antiche chiese di Parma. Ha una bella facciata neoclassica del Petitot (1761). All’interno, decorazioni di affreschi e stucchi.

S. SEPOLCRO (XIV sec.). Costruzione rimaneggiata nel XV, ha facciata incompiuta. All’interno, soffitto di legno e, nelle cappelle, buoni dipinti. Il campanile, barocco, è stato eretto nel 1616.

SS. ANNUNZIATA (XVI sec.). Grande chiesa, a pianta ellittica, opera di G. E. Fornovo; la grande cupola, del XVII, è di G. Rainaldi. All’interno, imponente, alti pilastri separano le diverse cappelle e reggono la cupola.

parma ss. Annunziata absidi

TEATRO FARNESE (1618). Edificato nella Sala d’Armi del Palazzo della Pilotta da G. E. Aleotti, fu uno dei primi teatri a scena mobile. E stato fedelmente ricostruito dopo la parziale distruzione causata dall’ultima guerra.

parma teatro farnese

TEATRO REGIO (1821-29). Fatto costruire da Maria Luigia d’ Austria, ha facciata neoclassica a porticato. La sala è a quattro ordini di palchi e loggione. E noto per il pubblico che lo frequenta, particolarmente esigente e critico per le esecuzioni musicali.

. Dintorni

CERTOSA (XIV sec.). Costruzione molto rimaneggiata nei secoli. La chiesa, rifatta nel XVIII, conserva affreschi del XVII e XVIII. Dietro l’abside, ampio chiostro del XVI, e, sul lato sinistro della chiesa, resti di un chiostro minore del XV.

VICOFÈRTILE PARROCCHIALE DI S. GEMINIANO (XII sec.). Chiesa romanica con facciata a capanna ornata, come i fianchi, di archetti pensili. All’interno, a tre navate su pilastri polistili con capitelli scolpiti, fonte battesimale romanico, con rilievi.