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Gallarate



Gallarate Varese

MUSEO DELLA SOCIETÀ GALLARATESE DI STUDI PATRII. Ha sede nel Chiostro di S. Francesco e possiede una raccolta di reperti archeologici di epoca preromana e romana.

S. MARIA ASSUNTA (1856-60). Costruzione neoclassica su progetto di G. Moraglia; la facciata, opera di C. Boito, fu eseguita tra il XIX e il XX. All’interno, uno Sposalizio della Vergine del Morazzone (1620) e Madonna col Bambino e Santi del Romanino
. Il campanile è del XV.

gallarate s. maria assunta

 

Gallarate Chiesa di S. Maria Assunta Romanino

S. PIETRO ( 1145). Chiesa romanica, restaurata all’inizio del ‘900

 

Arona

 Arona - Novara

CHIESA DEI SANTI GRATINIANO E FELINO. Pala del Bergognone Madonna in trono e santi

arona bergognone madonna in trono e santi

COLLEGIATA DI S. MARIA NASCENTE (XV sec.). Terminata nel XVII dal cardinal Federico Borromeo, ha la facciata rinascimentale. All’interno  opere del Morazzone e in fondo alla navata di sinistra, magnifico polittico di G. Ferrari, del 1511.

arona chiesasantamaria g ferrari part

. Dintorni
SAN CARLONE *(1697). Statua di rame visitabile al suo interno, con mani e testa di bronzo, alta m 23,40, su un piedestallo di granito (m 12), opera di B. Falconi e S. Zanelli su modello del Cerano. Sul piazzale di fronte, Chiesa di S. Carlo (1614) e Seminario (1620-43), opere di F. M. Ricchino, e un sacro Monte incompiuto.

Approfondimenti http://www.aronanelweb.it/ 

Varallo Sesia

Varallo Sesia - Vercelli

 

COLLEGIATA DI S. GAUDENZIO (XIII sec.). Costruzione rifatta nel XVIII, cinta da un loggiato rinascimentale. All’interno, nell’abside, Sposalizio di S. Caterina e Santi, polittico di G. Ferrari (1516-20).

varallo sesia S.Gaudenzio

PINACOTECA. è situata, attualmente, al primo piano del Palazzo dei Musei, insieme al Museo Pietro Calderini. Occupa diverse sale del palazzo e custodisce opere di artisti prevalentemente valsesiani (sculture lignee, terracotte, affreschi e dipinti), provenienti, per la maggior parte, da chiese della Valsesia, distrutte o sconsacrate (San Carlo e Santa Marta), dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie e dal Sacro Monte. I primi nuclei furono costituiti dalle raccolte dell’antica scuola varallese di disegno, aperta nel 1778, e dalla Società di Incoraggiamento allo Studio del Disegno, fondata nel 1831. Ed era proprio nel palazzo di questa società, nella via al Sacro Monte, che erano ospitati, precedentemente, il Museo Calderini e la pinacoteca. Quest’ultima, fondata dalla Società per la Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia, costituitasi nel 1876, fu aperta al pubblico nel 1886 (allora, raccoglieva preziose tavole, affreschi, tele, disegni, incisioni ecc.) e ordinata nel 1902 dal pittore Giulio Arienta, che ne scrisse il primo catalogo. Alla costituzione di una notevole collezione anche per quello che riguarda l’arte valsesiana del XIX e del XX secolo, contribuirono, nel tempo, sia artisti della Scuola d’Arte di Varallo Sesia, sia donatori privati. Dopo alcuni lavori di riordinamento, la pinacoteca fu inaugurata nella sua nuova sede al Palazzo dei Musei nel 1960, in occasione del congresso indetto a Varallo Sesia dalla Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti e dedicato all’arte valsesiana. Tra i pochi, ma pregevoli, dipinti non valsesiani della raccolta, è da ricordare l’Ecce Homo di Dieric Bouts. Tra le opere piú significative si citano: San Sebastiano e San Rocco di Bartolomeo Carlo Borsetti; Ecce Homo di Daniele Crespi; la serie delle grandi tele raffiguranti i Fatti e incombenze della Confraternita di Santa Marta in Varallo e una Crocifissione, opere di Pier Francesco Gianoli; Canti di primavera di Pier Celestino Gilardi; la Madonna Assunta e il Ritratto del Beato Giacobini di Antonio Orgiazzi; il Ritratto femminile di Francesco del Cairo. Tra le numerose opere conservate di Tanzio da Varallo: Sant’Antonio da Padova, due versioni di David e Golia e un San Rocco. Del fratello, Melchiorre D’Enrico: due tempere su tela, raffiguranti Angeli in adorazione G. D’errico. In una sala sono riuniti i dipinti di Gaudenzio Ferrari e, dello stesso autore, i frammenti degli affreschi provenienti da Santa Maria delle Grazie e da altre chiese di Varallo Sesia (Discesa dello Spirito Santo). Sempre dal Sacro Monte, provengono anche alcuni frammenti di affreschi di Bernardino Lanino, tra i quali Pilato si lava le mani. Nella Pinacoteca di Varallo Sesia, inoltre, è custodita una notevole e cospicua raccolta di disegni, attribuiti a Baccio Bandinelli, a Jacopo Ceruti, detto il Pitocchetto, a Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, ad Antonio de Grott

Niklaus Weckmann il vecchio

Niklaus Weckmann il vecchio

 

Spanzotti

Spanzotti

 

Varallo Sesia - Museo - Tanzio da Varallo

SACRO MONTE. Su un colle che domina la cittadina secondo un uso tipico della zona, sono state costruite quarantacinque cappelle e la Chiesa dell’Assunta. Ideato da un padre francescano alla fine del XV, fu realizzato nel XVI e i lavori continuarono sino alla fine del XVIII. Ogni cappella è dedicata a un episodio della vita del Cristo o della Bibbia, rappresentato con affreschi e statue come in una serie di immensi presepi. Per la parte architettonica hanno collaborato prima P. Tibaldi poi G. Alessi. La facciata della Chiesa dell’ Assunta è di Giovanni Ceruti (1896). Le pitture sono in prevalenza di G. Ferrari, del Tanzio, del Morazzone; le statue sono opera degli stessi e di Giovanni d’Enrico, del Tabacchetti e di pochi altri. L ‘altare maggiore della Chiesa dell’ Assunta è di B. Alfieri, la composizione sulla cupola, Assunzione, è opera barocca di A. Tempesta con numerose statue e figure dipinte.

cappelle

Le quarantacinque cappelle del Sacro Monte suggeriscono ai visitatori l’impressione di essere arrivati, di volta in volta, al momento culminante di uno spettacolo; la ventitreesima, è intitolata ” Ecce Homo”, opera di C. Ferrari, dei fratelli d’Enrico e del Morazzone, realizzata con elementi architettonici, sculture e dipinti. Nella complessa opera, i vari elementi sono tanto armonizzati, che risulta difficile distinguere le opere pittoriche e scultoree dalla struttura architettonica.

varallo sacromonte  cappella della crocifissione g. ferrari

                                                               Cappella della crocifissione 

S. MARCO. Costruzione antichissima, fra le prime erette nella valle, rifatta in forme gotiche, ha, sul fianco esterno a sinistra, affreschi del XV e, all’interno, un ricchissimo tabernacolo ligneo e affreschi del XVI.

S. MARIA DELLE GRAZIE (1487-1501). Bella costruzione a una navata, con capriate di legno a vista, conserva, sulla parete che separa il presbiterio dal resto della chiesa, uno dei capolavori di G. Ferrari: l’immenso affresco pieno di vita e colore, diviso in ventun episodi che narrano le Storie di Cristo dall’Annunciazione alla Resurrezione.

Varallo sesia s. maria delle grazie GaudenzioFerrari_StorieCristo_

varallo sesia s. maria delle grazie crocifissione

varallo s.maria delle grazie Gaudenzio ferrari

. Dintorni

CAPELLA DELLA MADONNA DI LORETO (XV sec.). Costruzione rinascimentale, cinta su tre lati da portici, conserva affreschi, sia all’interno sia all’esterno, di G. Ferrari, G. C. Luini, Andrea Solario e altri.

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varallo sesia Cappella della Madonna di Loreto g. ferrari

COMO


Como

Como, fu un importante centro gallico, conquistato dal generale romano Marco Claudio Marcello nel 196 a.C., divenuto colonia romana sotto Cesare nel 59 a.C. con il nome di Comum Novum e municipio durante l’impero, che diede i natali ai famosi letterati latini Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane. Divenuta centro di contea con i Franchi e libero Comune nell’XI secolo, Como lottò con Milano per il possesso del contado (l’area circostante alle città), dopo di che ne seguì le sorti politiche dal 1451 in poi. Nel XVI secolo fu conquistata dagli spagnoli e quindi seguì le sorti della Lombardia fino al 1859, quando fu occupata da Giuseppe Garibaldi e annessa al regno d’Italia.Conserva nel centro tutto l’antico tracciato viario sul quale è cresciuta la città medievale. La piazza è tipicamente lombarda, con chiesa e broletto.

BROLETTO *(1215). Ha il pianterreno a colonne e archi ogivali che forma una piazzetta coperta, nell’insieme della piazza del Duomo.

CATTEDRALE **(1396). Iniziata su costruzione precedente, fu edificata in diverse epoche. La facciata è del 1455; i transetti sono del XVII e la cupola fu costruita su disegno dello Juvarra (1731- 44); le decorazioni della facciata e dei portali laterali, del XV-XVI, sono per lo piu dei fratelli Rodari. Si notino, sulla facciata, le statue di Plinio il Vecchio e di Plinio il Giovane, scrittori latini, che a Como erano nati. All’interno, tardo gotico, transetti, presbiterio e cupola sono di epoca barocca. Tra le opere d’arte conservate, la Sacra conversazione del Luini, un affresco del Morazzone; nella sacrestia a destra, lo Sposalizio di Maria di C. Ferrari e, appesi tra le navate e sulla controfacciata, nove arazzi del XVI.

como duomo

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como duomo vetrate

como duomo arazzo

EX CASA DEL FASCIO (1932-36). Opera di C. Terragni, capolavoro del Razionalismo.

MONUMENTO AI CADUTI. Realizzato nel 1931 – 33 dall’architetto C. Terragni, che utilizzò un progetto del 1914 per un silos ideato da A. Sant’Elia, unico esponente italiano del Futurismo in architettura.

MUSEO CIVICO. Ha sede in Palazzo Clovio e raccoglie, prevalentemente, materiale archeologico egiziano, romano ed etrusco. Le cose più importanti sono alcuni frammenti architettonici locali, una barca preistorica e un carro da parata del V° a.c.

Antonello da Messina

Antonello da Messina

Como Musei Civici  Francesco Salviati (1510 – 1563) Portrait of Totila, c. 1549. di

Francesco Salviati

S. ABBONDIO *(1095). (vista absidale). Importante esempio di costruzione romanica. La chiesa, del 1095, è opera dei Maestri Comacini, costruttori di cui si parlava già nel VII. La denominazione “comacini” è da alcuni attribuita alla loro zona d’origine, da altri al fatto che lavoravano “cum machinis” cioè usando impalcature. All’interno, nelle pareti absidali un grande ciclo di affreschi, opera di pittori lombardi del XIV chiaramente influenzati dall’arte senese, e altri affreschi. Chiostro a portico e logge.

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como s. abbondio abside est1

Como SAbbondio

S. AGOSTINO. Chiesa gotica, con portale romanico. All’interno, nell’abside, affreschi del XV e opere del Morazzone come Presentazione di Maria al Tempio (1611-12) e dei Fiamminghini.

como s. agostino morazzone presentazione al tempio

Morazzone

S. FEDELE (inizio del XII sec.). Edificio particolare, formato da una parte a tre navate e tre campate e da un grande corpo a tre absidi con quattro piloni al centro. La porta accanto all’abside è contornata da diverse, notevoli sculture romaniche. L’abside ha una loggetta; la facciata è molto semplice a tre navate su pilastri, con cripta e bella abside.

Como Basilica di San Fedele

TORRE DI PORTA VITTORIA (1192). E la più significativa tra quelle medievali rimaste. Verso la città è aperta da coppie di finestroni.

VILLA OLMO (1782). Modificato nel 1882, è un grandioso edificio neoclassico, opera del Cantoni ( 1782), affacciato al lago, con parco.

. Dintorni

S. CARPOFORO (XI – XII sec.). Costruzione a tre navate su pilastri, con cripta e bella abside .

TORRE DEL BARADELLO. E quanto rimane di un castello fatto edificare dal Barbarossa nel 1158 e demolito nel XVI. Napo Torriani, sconfitto a Desio nel 1277, vi fu rinchiuso e rimase esposto in una gabbia infissa al mastio per oltre un anno e mezzo.

Varese

Varese

BATTISTERO DI S. GIOVANNI (XII sec.). Edificio a pianta quadrata. Sulla facciata, inquadrata da due finestre circolari, statua di S. Giovanni Battista.

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MUSEI CIVICI. Hanno sede nella Villa Mirabello. Comprendono: una sezione archeologica che, oltre a reperti delle locali zone palafitticole, riunisce oggetti dell’età del ferro, di epoca romana, e la ricca Tomba del Guerriero Italico del V a.C. ; una sezione etnografica; una di storia del Risorgimento e una di storia naturale.

MUSEO ARTE MODERNA Museo di recente costituzione ospitato all’interno del castello di Masnaga

Giacomo Balla

Giacomo Balla

Adone Comboni

Adone Comboni

PALAZZO  E GIARDINO ESTENSE (1766-72). Eretto da G. A. Bianchi per volere di Francesco III d’Este, duca di Mantova e signore di Varese, è, oggi, sede del Municipio. All’interno, con bel salone barocco, è ospitata la Biblioteca Civica. Il giardino  disposto all’italiana, con siepi e aiole, ha una grande vasca e una parte a pineta.

S. STEFANO

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S. VITTORE (XVI-XVII sec.). Eretta su un’antica basilica su progetto del Pellegrini che lasciò poi la direzione dei lavori e lo sviluppo di alcune parti dell’edificio a G. Bernascone. All’interno,  nella prima cappella destra, Messa di S. Gregario Magno del Cerano e, nella navata sinistra, affreschi del Morazzonevarese s.vittore cerano

 

Morazzone

Morazzone

VILLA MIRABELLO (XVIII sec.). La facciata, in stile inglese, è stata rinnovata nel secolo scorso. E sede dei Musei Civici.

Melchiorre Gherardini

Melchiorre Gherardini

. Dintorni

SACRO MONTE.Complesso architettonico formato dal santuario di S. Maria del Monte e da quattordici cappelle. Notevoli sono gli affreschi del Morazzone con scene della Passione di Cristo Il santuario sorse, secondo la tradizione, su una chiesetta voluta da S. Ambrogio a ricordo dell’ultima vittoria sugli Ariani; ampliato nel XV, fu rimaneggiato nella struttura attuale nel XVI-XVII. All’interno Il commiato del Legnanino. Le cappelle, la torre campanaria e gli archi furono eretti da G. Bernascone a partire dal 1604. Nei pressi del santuario, Museo del Sacro Monte con opere varie, fra cui un disegno a sanguigna, S. Giovanni Battista nel deserto, attribuito a Leonardo.

 

Varese Sacro Monte,  morazzone

Morazzone

varese sacromonte legnanino

 

varese sacro monte morazzone