Tag Archive for Marco Palmezzano

Matèlica

Matèlica - Macerata

MUSEO PIERSANTI. Fra i dipinti esposti sono da ricordare: la tavola di Antonio da Fabriano raffigurante la Madonna col Bambino e, dello stesso autore, il Crocifisso su tavola firmato e datato 1452, considerato il suo capolavoro; Madonna col Bambino e quattro santi, trittico di scuola marchigiana degli inizi del XV sec. attribuito ad Arcangelo di Cola da Camerino; un’ancona con sette santi del XV sec., attribuita a Jacopo o Giovanni Bellini; Madonna col Bambino di J. Bellini il trittico della Crocifissione di Francesco di Gentile

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MATELICA MUSEO PIERSANTI LUCA DI PAOLO

Luca di Paolo

 

 

 

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Jacopo Bellini

 

 

 

 

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S. FRANCESCO (XIII sec.). Conserva, della costruzione originale, il portale. All’interno, bella tela di M. Palmezzano, Madonna con Bambino e Santi, del 1501. Vi sono inoltre numerosi dipinti di autori di area marchigiana come D. Nobili, De Magistris, S. Cantarini, ecc.

 

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Marco Palmezzano

 

Durante Nobili

Durante Nobili

Castrocaro Terme e Terra del Sole

Castrocaro Terme e Terra del Sole - Forlì


Cittadella fortificata, fatta erigere da Cosimo I de’ Medici a cominciare dal 1564 su disegno dell’architetto militare E. Lanci, allievo del Genga e del Peruzzi, che per Cosimo costrui le fortezze di Livorno, di Grosseto, di Radicofani, di Siena e quelle nel Montefeltro e nel Mugello. La cittadella ha pianta rettangolare, tutta circondata da mura, che hanno agli angoli dei bastioni sporgenti, di cui due con cortili interni, e due sole porte di accesso, sull’asse principale, controllate da due fortini, quello del Capitano di Piazza e quello del Capitano delle Artiglierie. Al centro della cittadella c’è la piazza d’ Armi. Si notino le case a schiera, costruite in serie, con una pianta ripetuta.

FORTEZZA

MUSEO ETNOGRAFICO. Ha sede nel Palazzo dei Commissari e raccoglie pezzi d’arredamento e attrezzi agricoli.

PALAZZO DEI COMMISSARI O PRETORIO (XVI sec.). Costruzione magnifica, con stemmi sulla facciata e, all’interno, cortile a portici e logge. Ospita il Museo Etnografico. Nel magnifico cortile sono esposti carri provenienti dal contado.

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PALAZZO DEL PROVVEDITORE (XVI sec.). Costruzione di stile toscano, fu sede del tribunale dal XVI al XVIII.

SS. NICOLO’ E FRANCESCO

Castrocaro Terme PALMEZZANO MARCO. 1500. , chiesa dei Santi Nicolò e Francesco.

Marco Palmezzano

S. REPARATA (1594-1609). Grande costruzione rinascimentale; all’interno, coro ligneo e Crocifisso del XVI, vari dipinti.

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castrocaro s. reparata

Rimini

Rimini 

Città di antiche origini umbro-etrusche, fu importante nodo stradale romano posto al termine della Via Flaminia e all’inizio delle vie Emilia e Popilia. Conserva, nel centro storico, monumenti romani, medievali e rinascimentali.

ANFITEATRO ROMANO (I sec. d.C.). Della costruzione in laterizio, a pianta ellittica, restano pochi ruderi. E l’unico anfiteatro romano rimasto in Emilia-Romagna.

ARCO DI AUGUSTO (27 a.C.). Eretto in onore di Augusto che fece riattare la Via Flaminia fino all’ inizio della Via Emilia, servi, inserito nelle mura, come porta della città. Nel X fu coronato da merli. Fiancheggiato da colonne corinzie, ha, presso i capitelli, quattro medaglioni con scolpite le teste di divinità pagane e, sul timpano della fronte esterna, la meglio conservata, parte dell’ epigrafe dedicatoria.

rimini Arco di Augusto

CASTEL SIGISMONDO (XV sec.). Rocca eretta su disegno dello stesso Sigismondo Malatesta, pare con la consulenza del Brunelleschi. Demolito in parte nel XVII, fu smantellato ulteriormente nel secolo scorso e adibito a carcere. Rimane la parte centrale della rocca, con la torre d’ingresso e il portale ogivale di marmo.

Rimini Castel sigismondo

MUSEO CIVICO. Ha sede nel palazzo della Biblioteca Civica Gambalunga, riunisce una sezione archeologica e una raccolta di monete.

PALAZZO DELL’ ARENGO (XIII sec.). Edificio romanico-gotico, rimaneggiato e restaurato. Nel salone al primo piano ospita un affresco staccato dalla chiesa di S. Agostino, Giudizio Universale di anonimo riminese del XIV.

PALAZZO DEL PODESTÀ (XIV sec.). Costruzione coronata da merli, rimaneggiata nei secoli e ripristinata nel 1919-22.

PIAZZA CAVOUR. Lunga e stretta, ha, al centro, una fontana del XVI, composta con bassorilievi romani, e il Monumento di papa Paolo V (1613).

PINACOTECA COMUNALE. Ha sede presso la Biblioteca Civica Gambalunga e raccoglie alcune opere di grande valore, come Vocazione di S. Matteo e altre opere di G . Cagnacci, Pietà  di Giovanni Bellini; Gesù Nazareno di M. Palmezzano e Ultima Cena del Mastelletta.

Giuliano da Rimini

Giuliano da Rimini

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PONTE DI TIBERIO * (14-21 d.C.). È chiamato anche Ponte d’ Augusto in quanto la costruzione fu iniziata durante l’impero d’ Augusto. Tuttora in perfetta efficienza, il suo progetto è attribuito a Vitruvio.

ponte di tiberio

ponte di tiberio

S. AGOSTINO (XIII sec.). Chiesa gotica rimaneggiata nei secoli, conserva, dell’edificio originale, l’ abside e il campanile. All’ interno, barocco del XVIII, con stucchi su disegno di Ferdinando Bibiena e con affreschi di V. Bigari, soprattutto interessante il ciclo di affreschi* nell’ abside che sono la più valida testimonianza della pittura riminese del XIV. Nella lunetta alta sul fronte dell’ abside, Cristo in Trono tra Santi; sotto, Madonna in Trono col Bambino e, più sotto ancora, Gesù e la Maddalena. Sui lati, bellissimi episodi della vita di S. Giovanni Evangelista; si notino, nell’episodio Resurrezione di Drusiana, le figure di Dante, del Petrarca e di due membri della famiglia Malatesta. In una cappella sotto il campanile, altri affreschi della stessa epoca, molto deperiti, attribuiti a Giovanni da Rimini. Nel battistero, bella Crocifissione su tavola di scuola riminese del XIV.

S. GIULIANO (XVI sec.). Ricostruita sull’area di un’ antica abbazia benedettina preesistente, è importante per i due dipinti che ospita. All’altare maggiore, Martirio di S. Giuliano* di Paolo Veronese e, della sua scuola, due dipinti: S. Giorgio e S. Lorenzo Giustiniani; Episodi della vita di S. Giuliano*, stupendo polittico goticheggiante di Bitino da Faenza (1409).

S. FORTUNATO (XV sec.). Sorse come abbazia degli Olivetani. All’interno con bel soffitto a cassettoni dipinto a fogliami, pregevole tavola Epifania del Vasari (1547 ) che ritrasse se stesso nel personaggio col pappagallo

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S. FRANCESCO SAVERIO.( DEL SUFFRAGIO). All’interno due tele di G. Cagnacci.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE Posta sul colle di Covignano, la chiesa, a due navate, è formata da due edifici sacri riuniti, l’ uno del XII e l’ altro del XVI. La facciata è preceduta da portico del XVI. All’ interno, la navata sinistra ha una copertura a carena della fìne del XIV; all’ altare maggiore, Annunciazione, attribuita a O. Nelli da Gubbio, del XV; Crocifisso di scuola giottesca del XIV; Natività di G. Laurentini del XVII. Nell’ adiacente Museo missionario delle Grazie arredi sacri e dipinti con opere di Strozzi, Spagnoletto, G. M. Crespi

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TEMPIO MALATESTIANO** (1450). Il Tempio Malatestiano di Rimini è insieme il più importante monumento cittadino e una delle più alte espressioni dell’ arte rinascimentale. Fu fatto costruire da Sigismondo Malatesta che tra i tiranni del suo tempo è forse il più rappresentativo sia per la ferocia sia per la sua passione di umanista e mecenate, che volle trasformare la preesistente chiesa di S. Francesco in un mausoleo familiare per esaudire un voto, fatto durante la “guerra italica”, come risulta dalle iscrizioni poste nei fianchi del tempio. Nel 1450 Matteo de’ Pasti ebbe l’incarico della sistemazione interna e L. B. Alberti, quello degli esterni. Piero della Francesca e Agostino di Duccio arricchirono l’ opera con i loro capolavori. L’ opera, rimasta incompiuta, fu condotta a termine dai Francescani nel XVI e rimaneggiata nel XVIII. Gravemente danneggiata nell’ultima guerra. La parte inferiore, divisa in tre arcate tra le quattro semicolonne che reggono l’architrave su un alto basamento, si ispira evidentemente agli archi trionfali romani. Della parte superiore, rimasta incompiuta, si vedono i piedritti che avrebbero dovuto reggere un arco sovrastante il portale.
All’ interno la Cappella delle Reliquie, affresco** di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Malatesta in ginocchio davanti a S. Sigismondo; nella terza cappella destra, Tomba* di Isotta degli Atti, terza moglie di Sigismondo, probabile lavoro di Matteo de’ Pasti, e un Crocifisso** attribuito a Giotto. I raffinati rilievi di Agostino di Duccio sono una fantasia più pagana che cristiana che impregna gli stupendi numerosi bassorilievi eseguiti dall’artista e alcuni da suoi allievi, putti alati come angioletti, ma molto simili a piccoli cupidi, che giocano nell’acqua: nella quarta cappella destra, segni zodiacali e pianeti; nella quarta cappella sinistra, le Arti Liberali; nella terza cappella sinistra, sull’ altare, Crocifisso di legno intagliato del XVI. Nella prima cappella sinistra, Arca degli Antenati*, con l’ effige di Sigismondo e una scritta dedicatoria, opera di Agostino di Duccio.

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Faenza

 Faenza Ravenna

BIBLIOTECA COMUNALE. Ha sede nell’ex Convento dei Servi e ospita anche il Museo Torricelliano, Museo Teatrale, una collezione di strumenti musicali e scenografie del faentino R. Liverani.

CATTEDRALE (1474). È tra i più bei monumenti del Rinascimento in Emilia. La costruzione, cominciata da Giuliano da Maiano, terminò all’inizio del XVI. La facciata è grezza, in mattoni. All’interno, una Madonna col Bambino e Santi, capolavoro di Innocenzo da Imola (1526), l’Arca di S. Terenzio, con bellissimi bassorilievi, già attribuita ad Agostino di Duccio ma opera di ignoto toscano, l’Arca di S. Savino, squisita opera di Benedetto da Maiano (1476) con l’urna affiancata da un’Annunciazione e bassorilievi con episodi della vita del Santo sull’alto basamento. L ‘archivio capitolare conserva antiche pergamene, antifonari dell’inizio del XIV con miniature di Neri da Rimini. Il Vescovado, dietro il Duomo, ha resti di affreschi di scuola riminese del XIV.La Pinacoteca Diocesana ospita opere di C. Cignani, Biagio d’ Antonio da Firenze e altri, oltre a un bel ciborio in pietra della scuola di Desiderio da Settignano.

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MADONNA DELLE GRAZIE

Antonio Rocchetti

Antonio Rocchetti

MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CERAMICA. E forse il più completo del mondo. Raccoglie esempi antichi e moderni delle migliori fornaci regionali italiane e delle scuole d’arte. Diverse sale accolgono le ceramiche straniere e la produzione contemporanea italiana e straniera.Fin dal XII la città era cosi nota, in giro per il mondo, per la sua produzione di ceramiche, che i Francesi per primi denominarono “faiences” tutte le maioliche smaltate e decorate a gran fuoco. Il museo raccoglie oggi una collezione unica al mondo, punto di riferimento inevitabile per lo studio dell’ arte e della storia nel campo. Insieme con pezzi rarissimi della produzione locale, vi si trovano, infatti, pezzi antichi e moderni di tutte le maggiori fornaci regionali italiane e sale dedicate a quelle dei diversi paesi del mondo; inoltre, una raccolta di pezzi firmati dai maggiori artisti contemporanei, italiani e stranieri, come Matisse, Picasso, Chagall, Fontana, per citare i più famosi.

PALAZZO DEL PODESTÀ (XII sec.). Ampliato nel XIII, fu rimaneggiato nel XV.

PALAZZO DEL POPOLO (XIII sec.). E ora sede del Municipio. Molto rimaneggiato e restaurato, ha uno scalone esterno. All’interno, alcuni ambienti, sistemati da governatori pontifici, con decorazioni barocche e neoclassiche.

PALAZZO MILZETTI Costituisce l’esempio piú ricco e piú integro dell’elegante civiltà architettonico-decorativa fiorita a Faenza in età neoclassica. Vi lavorarono tutti gli artisti piú rappresentativi di quel felice momento in cui la cittadina romagnola assurse al ruolo di piccola capitale del gusto. Giuseppe Pistocchi faentino mise mano alla neocinquecentesca facciata nel 1792; Giovanni Antonio Antolini da Castelbolognese, collegato alla borghesia illuminista e massonica, fu l’ideatore di spazi di tono piú ufficiale e di dilatate proporzioni. Entrambi si erano formati nel grande crocevia internazionale che in quegli anni era Roma. E la stessa cosa era avvenuta per Felice Giani, il pittore responsabile dell’intero apparato decorativo, plastico e pittorico, eseguito con l’aiuto dell’ornatista Gaetano Bertolani e dei plasticatori Antonio Trentanove e dei fratelli Ballanti Graziani. Il palazzo appartiene allo stato e tale circostanza consente di accedere a spazi destinati al privato, rappresentativi di una condizione di vita modernamente ricca di agi e di raffinatezze (vi sono, ad esempio, una vasca per il bagno, un antibagno splendidamente decorato con motivi archeologizzanti, «all’uso delle Terme di Tito» uno studio-biblioteca, diverse stanze da compagnia con camini, e una sala da pranzo con vaste finestre sul parco, sistemato all’inglese).

PINACOTECA E MUSEO CIVICO. Importante per la conoscenza degli artisti romagnoli e faentini, in particolare dal XIV al XVII. Tra le sculture, un S. Gerolamo di legno policromo di Donatello e un S. Giovannino di marmo, forse di Benedetto da Maiano, forse di Desiderio da Settignano.

filippo de pisis

filippo de pisis

Marco Palmezzano

Marco Palmezzano

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Biagio d’Antonio

TORRE DELL’OROLOGIO (XVIII sec.). Demolita dai Tedeschi nell’ultima guerra, fu ricostruita fedelmente.

 

Brisighella

Brisighella Ravenna

CHIESA DELL’OSSERVANZA (1518-25). Nell’abside, una Madonna con Bambino e Santi (1520) del Palmezzano.

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PIEVE DI S. GIOVANNI IN OTTAVO (XI sec.). Costruita su chiesa precedente, è cosi chiamata perché posta all’ottavo miglio da Faenza, lungo la strada romana diretta in Toscana. Tipica pieve romagnola, ha colonne di ricupero che erano pietre miliari romane.

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VIA BORGO. Curiosa via a portici che corre al primo piano lungo le case della piazza.

Dintorni

Rontana

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Marco Palmezzano