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Murano

Murano - com. di Venezia

MUSEO DELL’ ARTE VETRARIA. Ha sede nel Palazzo Giustinian del XVII. Raggruppa opere dell’arte vetraria dall’antichità ai nostri giorni.

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PALAZZO DA MULA (XV sec.). Costruzione in stile gotico, con resti di decorazioni bizantine. Nel grande cortile, un portico a bifore con colonnine abbinate e arco ogivale di stile veneto-bizantino.

S. MARIA DEGLI ANGELI (1529). Di forme lombardesche, conserva, all’interno, una Annunciazione del Pordenone (1537) e tele di Palma il Giovane.

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murano s. maria degli angeli Pordenone

Pordenone

S. PIETRO MARTIRE (1348). Distrutta da un incendio, fu ricostruita nel 1511. La facciata è pseudo barocca con portale rinascimentale; il campanile del 1502. All’interno della chiesa, Madonna col Bambino tra due Angeli ( 1488) e Assunta in gloria (1510-13) di G. Bellini, Madonna in trono e Santi di Agostino da Lodi oltre a tele del Tintoretto, di Paolo Veronese a una della scuola del Tiziano.

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Murano S.Pietro Martire agostino da lodi

Agostino da Lodi

 

 

murano s.pietro martire bellini madonna in gloria

Giovanni Bellini
Giovanni Bellini

Giovanni Bellini

SS. MARIA E DONATO (XII sec.). Ricavata da una precedente costruzione del VII, è un tipico esempio dell’evoluzione romanica subita dalle chiese di stile ravennate. L ‘abside ha una stupenda loggia digradante e formelle bizantine, dell’XI. Il campanile, isolato, è romanico. All’interno della chiesa, bellissimo mosaico dorato del XIII; un S. Donato ligneo policromo e dipinti di Bartolomeo di Ca’ Naon (1310).

San Donato

San Donato

Genzano di Lucania

Genzano di Lucania Potenza

Chiesa S. Maria della Platea. Al suo interno è presente un pregevole polittico risalente all’incirca al 1473-1474, originariamente attribuito a Lazzaro Bastiani, dopo il restauro è stato invece correttamente attribuito a Giovanni Bellini.

Genzano chiesa madre G. Bellini

Rimini

Rimini 

Città di antiche origini umbro-etrusche, fu importante nodo stradale romano posto al termine della Via Flaminia e all’inizio delle vie Emilia e Popilia. Conserva, nel centro storico, monumenti romani, medievali e rinascimentali.

ANFITEATRO ROMANO (I sec. d.C.). Della costruzione in laterizio, a pianta ellittica, restano pochi ruderi. E l’unico anfiteatro romano rimasto in Emilia-Romagna.

ARCO DI AUGUSTO (27 a.C.). Eretto in onore di Augusto che fece riattare la Via Flaminia fino all’ inizio della Via Emilia, servi, inserito nelle mura, come porta della città. Nel X fu coronato da merli. Fiancheggiato da colonne corinzie, ha, presso i capitelli, quattro medaglioni con scolpite le teste di divinità pagane e, sul timpano della fronte esterna, la meglio conservata, parte dell’ epigrafe dedicatoria.

rimini Arco di Augusto

CASTEL SIGISMONDO (XV sec.). Rocca eretta su disegno dello stesso Sigismondo Malatesta, pare con la consulenza del Brunelleschi. Demolito in parte nel XVII, fu smantellato ulteriormente nel secolo scorso e adibito a carcere. Rimane la parte centrale della rocca, con la torre d’ingresso e il portale ogivale di marmo.

Rimini Castel sigismondo

MUSEO CIVICO. Ha sede nel palazzo della Biblioteca Civica Gambalunga, riunisce una sezione archeologica e una raccolta di monete.

PALAZZO DELL’ ARENGO (XIII sec.). Edificio romanico-gotico, rimaneggiato e restaurato. Nel salone al primo piano ospita un affresco staccato dalla chiesa di S. Agostino, Giudizio Universale di anonimo riminese del XIV.

PALAZZO DEL PODESTÀ (XIV sec.). Costruzione coronata da merli, rimaneggiata nei secoli e ripristinata nel 1919-22.

PIAZZA CAVOUR. Lunga e stretta, ha, al centro, una fontana del XVI, composta con bassorilievi romani, e il Monumento di papa Paolo V (1613).

PINACOTECA COMUNALE. Ha sede presso la Biblioteca Civica Gambalunga e raccoglie alcune opere di grande valore, come Vocazione di S. Matteo e altre opere di G . Cagnacci, Pietà  di Giovanni Bellini; Gesù Nazareno di M. Palmezzano e Ultima Cena del Mastelletta.

Giuliano da Rimini

Giuliano da Rimini

rimini pinacoteca bellini pieta

PONTE DI TIBERIO * (14-21 d.C.). È chiamato anche Ponte d’ Augusto in quanto la costruzione fu iniziata durante l’impero d’ Augusto. Tuttora in perfetta efficienza, il suo progetto è attribuito a Vitruvio.

ponte di tiberio

ponte di tiberio

S. AGOSTINO (XIII sec.). Chiesa gotica rimaneggiata nei secoli, conserva, dell’edificio originale, l’ abside e il campanile. All’ interno, barocco del XVIII, con stucchi su disegno di Ferdinando Bibiena e con affreschi di V. Bigari, soprattutto interessante il ciclo di affreschi* nell’ abside che sono la più valida testimonianza della pittura riminese del XIV. Nella lunetta alta sul fronte dell’ abside, Cristo in Trono tra Santi; sotto, Madonna in Trono col Bambino e, più sotto ancora, Gesù e la Maddalena. Sui lati, bellissimi episodi della vita di S. Giovanni Evangelista; si notino, nell’episodio Resurrezione di Drusiana, le figure di Dante, del Petrarca e di due membri della famiglia Malatesta. In una cappella sotto il campanile, altri affreschi della stessa epoca, molto deperiti, attribuiti a Giovanni da Rimini. Nel battistero, bella Crocifissione su tavola di scuola riminese del XIV.

S. GIULIANO (XVI sec.). Ricostruita sull’area di un’ antica abbazia benedettina preesistente, è importante per i due dipinti che ospita. All’altare maggiore, Martirio di S. Giuliano* di Paolo Veronese e, della sua scuola, due dipinti: S. Giorgio e S. Lorenzo Giustiniani; Episodi della vita di S. Giuliano*, stupendo polittico goticheggiante di Bitino da Faenza (1409).

S. FORTUNATO (XV sec.). Sorse come abbazia degli Olivetani. All’interno con bel soffitto a cassettoni dipinto a fogliami, pregevole tavola Epifania del Vasari (1547 ) che ritrasse se stesso nel personaggio col pappagallo

Rimini s. fortunato GIORGIO VASARI

S. FRANCESCO SAVERIO.( DEL SUFFRAGIO). All’interno due tele di G. Cagnacci.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE Posta sul colle di Covignano, la chiesa, a due navate, è formata da due edifici sacri riuniti, l’ uno del XII e l’ altro del XVI. La facciata è preceduta da portico del XVI. All’ interno, la navata sinistra ha una copertura a carena della fìne del XIV; all’ altare maggiore, Annunciazione, attribuita a O. Nelli da Gubbio, del XV; Crocifisso di scuola giottesca del XIV; Natività di G. Laurentini del XVII. Nell’ adiacente Museo missionario delle Grazie arredi sacri e dipinti con opere di Strozzi, Spagnoletto, G. M. Crespi

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TEMPIO MALATESTIANO** (1450). Il Tempio Malatestiano di Rimini è insieme il più importante monumento cittadino e una delle più alte espressioni dell’ arte rinascimentale. Fu fatto costruire da Sigismondo Malatesta che tra i tiranni del suo tempo è forse il più rappresentativo sia per la ferocia sia per la sua passione di umanista e mecenate, che volle trasformare la preesistente chiesa di S. Francesco in un mausoleo familiare per esaudire un voto, fatto durante la “guerra italica”, come risulta dalle iscrizioni poste nei fianchi del tempio. Nel 1450 Matteo de’ Pasti ebbe l’incarico della sistemazione interna e L. B. Alberti, quello degli esterni. Piero della Francesca e Agostino di Duccio arricchirono l’ opera con i loro capolavori. L’ opera, rimasta incompiuta, fu condotta a termine dai Francescani nel XVI e rimaneggiata nel XVIII. Gravemente danneggiata nell’ultima guerra. La parte inferiore, divisa in tre arcate tra le quattro semicolonne che reggono l’architrave su un alto basamento, si ispira evidentemente agli archi trionfali romani. Della parte superiore, rimasta incompiuta, si vedono i piedritti che avrebbero dovuto reggere un arco sovrastante il portale.
All’ interno la Cappella delle Reliquie, affresco** di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Malatesta in ginocchio davanti a S. Sigismondo; nella terza cappella destra, Tomba* di Isotta degli Atti, terza moglie di Sigismondo, probabile lavoro di Matteo de’ Pasti, e un Crocifisso** attribuito a Giotto. I raffinati rilievi di Agostino di Duccio sono una fantasia più pagana che cristiana che impregna gli stupendi numerosi bassorilievi eseguiti dall’artista e alcuni da suoi allievi, putti alati come angioletti, ma molto simili a piccoli cupidi, che giocano nell’acqua: nella quarta cappella destra, segni zodiacali e pianeti; nella quarta cappella sinistra, le Arti Liberali; nella terza cappella sinistra, sull’ altare, Crocifisso di legno intagliato del XVI. Nella prima cappella sinistra, Arca degli Antenati*, con l’ effige di Sigismondo e una scritta dedicatoria, opera di Agostino di Duccio.

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Pavia

Pavia

Città d’origine antichissima, la Ticinum dei Romani, cambiò il suo nome in Papia verso la fine del VII. Intorno all’antico nucleo con vie regolari si sviluppò la città longobarda. Dell’XI-XII ci restano magnifiche chiese romaniche e alcune delle numerosissime torri. È sede di una antica e importante Università

 BROLETTO (XII sec.). Ingrandito nel secolo successivo; la loggia a due ordini sulla facciata fù aggiunta nella seconda metà del XVI. Nei secoli, l’ edificio è stato rifatto quasi del tutto; resti della costruzione originale sono visibili in fondo al cortile.

 CASTELLO VISCONTEO (1360). Iniziato da Galeazzo II Visconti, terminato e abbellito dal figlio Gian Galeazzo, è uno dei piu vasti edifici civili del Trecento lombardo, interamente di mattoni con le bifore della facciata di marmo rosa. In origine era a pianta quadrata con quattro torri angolari. Due di queste torri furono distrutte insieme con la porta nord, che aveva nei locali interni alcuni affreschi del Pisanello, nel 1527 durante il saccheggio della città da parte del maresciallo francese Lautrec. Il cortile, porticato su tre lati, è corso al primo piano da una loggia gotica con decorazioni in cotto. Il castello è sede dei Musei Civici.

COLLEGIO BORROMEO (1564). Fondato da S. Carlo Borromeo per gli studenti universitari, è stato eretto su disegno del Pellegrini ed è la sua prima opera importante. Ha grandiosa facciata, imponente cortile, sul quale si affaccia la cappella, e un bellissimo giardino.

 COLLEGIO GHISLIERI (1571). Fondato da papa Pio V, al secolo Antonio Ghislieri, per ospitare studenti, fu eretto su disegno del Pellegrilli. Il cortile interno risale al XVIII. Dal 1723 vi studiò il Goldoni, che ne fu espulso al terzo anno di studi per una satira scritta contro le ragazze di Pavia.

 COLLEGIO UNIVERSITARIO CAIROLI (XVIII sec.). Sorto come collegio austro-ungarico, eretto dall’architetto Piermarini con la collaborazione del Pollack, nel 1948 fu interamente ricostruito. Grandioso il’ cortile a portici e loggiati.

DUOMO (1488). Eretto su due Cattedrali romaniche demolite, ne diressero l’opera, l’ Amadeo, G. G. Dolcebuono e C. Rocchi. E tra le più importanti opere rinascimentali. Alla costruzione lavorò nei primi anni il Bramante, che volle il diametro della cupola corrispondente alla larghezza totale delle tre navate. Anche Leonardo da Vinci e Francesco di Giorgio Martini diedero consigli per l’erezione della basilica. L ‘interno è imponente, soprattutto in corrispondenza della grandissima cupola

Pavia duomo

Ex OSPEDALE DI S. MATTEO (XV sec.). Costruzione con quattro chiostri separati di cui solo uno appartiene all’edificio originale. Sulla facciata, pregevoli terrecotte rinascimentali. Ospita un Antiquarium con busti romani e una collezione di monete. 

MUSEI CIVICI. Hanno sede nel Castello Visconteo. Riuniscono una sezione storica con armi e cimeli delle guerre del Risorgimento; una sezione archeologica con materiale vario, una pinacoteca ( P. Batoni  Susanna al bagno ) e una sezione di arte moderna; una sezione dedicata alla scultura, con pezzi notevoli soprattutto di arte longobarda  

Pompeo Batoni

Pompeo Batoni

 

PALAZZO BOTTIGELLA (XV sec.). Costruzione rinascimentale lombarda, fu attribuita al Bramante. Ha bel cortile a portici e logge.

 PALAZZO MUNICIPALE (1728-30). Opera di G. A. Veneroni in forme barocche.

 PIAZZA DELLA VITTORIA  Ampliata nel 1357, è nota come Piazza Grande, interamente circondata da case a portici del XIV e XV.

 PIAZZA LEONARDO DA VINCI. Sul lato nord vi sono tre torri romaniche ben conservate.

 PINACOTECA MALASPINA. Raccoglie alcuni buoni pezzi tra i quali una Testa di Putto, frammento di un affresco, S. Agostino di Iacobello di Bonomo, Madonna e Santi del Correggio, un Ritratto virile, attribuito ad Antonello da Messina e un Ritratto femminile di B. Luini, una Madonna con Bambino di G. Bellini, di Vincenzo Foppa Madonna in trono e Santi

pavia pinacoteca malaspina foppa

Vincenzo Foppa

Giovanni Bellini

Giovanni Bellini

S. MARIA DEL CARMINE (fine del XIV sec.). Ha una bella facciata gotica con pinnacoli, ornata di un rosone fiancheggiato da statue di terracotta. I portali sono del secolo scorso.

S. MARIA DI CANEPANOVA (XVI sec.). Opera dell’ Amadeo che, probabilmente, si avvalse di disègni del Bramante per la costruzione della  cupola. All’ interno Natività di S. Peterzano

pavia s.m. di canepanova peterzano natività

S. MARINO. Gianpietrino

pavia s. marino Giampietrino

S. MICHELE (VII sec.). Ricostruita in forme romaniche all’inizio del XII, la basilica fu storicamente resa famosa per le numerose incoronazioni di re e imperatori che vi ebbero luogo. All’interno, Crocifisso sbalzato d’argento del X e resti di affreschi che risalgono agli anni tra il 661 e il 668.  Sopra il portale, riccamente ornato e sormontato dalla figura dell’arcangelo Gabriele, si può vedere una delle strisce orizzontali decorate, che costituiscono la caratteristica della costruzione. A differenza delle altre chiese dell’epoca, costruite in laterizi, questa è in arenaria dorata e appare consumata dall’ acqua e dal vento che l’ hanno investita di continuo, nei secoli. I soggetti dei motivi ornamentali sono quelli tipici del periodo romanico: alternati a racemi e a foglie spinose, sono raffigurati varie scene di arti e mestieri, temi biblici e cavallereschi.

Pavia S. Michele

 S. PIETRO IN CIEL D’ORO (1132). Basilica longobarda restaurata alla fine del ‘800. L’ interno, con archi a tutto sesto di tipo romanico-longobardo, conserva, all’altare maggiore, l’ Arca di S. Agostino eseguita da maestranze lombarde nel XIV. Nella cripta, tomba di Severino Boezio, consigliere di Teodorico che, dopo averlo ingiustamente accusato di tradimento, lo fece uccidere nel 524. S. Agostino mori a Ippona, in Africa, dove era vescovo, nel 430; le sue spoglie furono trasportate a Cagliari, e da qui il re longobardo Liutprando le portò a Pavia nell’ VIII. L’ arca marmorea, opera di maestri lombardi e toscani, è datata 1362. Il basamento è ricco di statue di Santi e, nella cella, sostenuta da colonne con figure, il corpo giacente del Santo è circondato da angeli che reggono le cortine. Nella cimasa, i bassorilievi rappresentano episodi della vita del Santo e, nei dieci timpani che coronano l’ arca, i miracoli del Santo.

pavia s.pietro in ciel d'oro

S. TEODORO (XII sec.) Costruzione in cotto restaurata di recente. E in forme romaniche e conserva, all’ interno, numerosi affreschi.L’ antica Pavia era irta di torri: non c’ era palazzo che non ne avesse almeno una a proclamare la potenza della famiglia che vi abitava. Oggi ne sono rimaste ben poche, ma un’immagine dell’ antico centro come appariva nel 1522, dominato dal Castello Visconteo e col ponte coperto, è arrivata sino a noi grazie all’ affresco che ricopre la controfacciata della chiesa

 UNIVERSITÀ (XIV-XV sec.). Molto rimaneggiata nei secoli, fu rifatta dal Piermarini e poi dal Pollack. Si notino i numerosi cortili, lo scalone d’ onore e il teatro fisico costruito nel 1786 per Alessandro Volta che vi effettuava i suoi studi.

 

.Dintorni

S. LANFRANCO (fine del XII sec.). Chiesa romanica a una navata, conserva, all’interno, l’ Arca del Santo, opera dell’ Amadeo (1498). Dalla chiesa si passa in un chiostrino del 1467 di cui rimane un solo lato con terrecotte e nel chiostro grande del 1480, opere dell’ Amadeo.