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Cava de’ Tirreni

Cava de' Tirreni - Salerno 

Città tipica per le strade porticate, che, nel XV, servivano ai mercanti di stoffa, per esporre le loro mercanzie. La via principale, che è anche la piu interessante, si chiama popolarmente “Scacciaventi”, perché, a difesa del vento, è stata tracciata un po’ tortuosa. Nella zona, alcune alte torri venivano usate, sin dall’epoca longobarda, per la caccia ai colombi con una particolare tecnica di tradizione locale.

. Dintorni
BADIA DELLA TRINITÀ DELLA CAVA (1092). È un grandioso complesso di edifici, molto trasformato nei tempi, dominato da una rupe a strapiombo. La chiesa, del 1757, ha una facciata, a due ordini con lesene accoppiate, che termina in un timpano spezzato (1772). Dell’edificio, quale era nel XIII, conserva l’ ambone su colonnine tortili e un candelabro pasquale, entrambi ricostruiti con i pezzi originali. Nel monastero, si notino la sala capitolare con stalli lignei del XVI e XVII; il chiostro del XIII; in due cappelle adiacenti, due opere di Tino di Camaino e della sua scuola e, infine, nella cripta del XII, il cimitero longobardo con sepolture di personaggi illustri dell’ epoca.

Badia

Badia

Un piccolo museo raccoglie dipinti, (Sacra Famiglia Penni) oggetti sacri, materiale di scavo romano. L’ archivio è importantissimo per i documenti dell’epoca longobarda

SANTUARIO DI S. FRANCESCO

cava dei tirreni Facciata_del_Santuario s. francesco

Salerno

La parte medievale della città, con viette strette e irregolari, è sui pendii del colle, dominata dai ruderi di un castello. Salerno è famosa per la sua Scuola Medica, di cui si ha notizia dal IX e che raggiunse il massimo della fama nel XIl – XIII, e per le opere mediche divulgate.

ACQUEDOTTO (VIII sec.). Costruzione medievale, fu restaurato dai Normanni nell’XI. È composto da arcate di notevoli proporzioni.

CHIESA DEL CROCIFISSO (X-XI sec.). Rimaneggiata nei secoli, ha, all’interno, notevoli affreschi absidali del XV; nella cripta, nell’absidiola destra, affreschi del XII.

DUOMO (1076-85). Rifatto nel Settecento, è stato ripristinato nelle forme originali. La facciata dell’atrio, del XVIII, ha bel portale dell’XI. Nell’atrio si notino, i sarcofaghi sotto il portico che risalgono, alcuni al periodo romano, altri al Medioevo. Sulla facciata della chiesa, portale centrale con imposte bronzee, formate da cinquantaquattro formelle fuse a Costantinopoli nel 1099, e un’iscrizione che attribuisce a Roberto il Guiscardo la costruzione della chiesa. All’interno, nella navata centrale appoggiati all’ iconostasi,due magnifici amboni del XII con ricca decorazione musiva .Quello di destra, sostenuto da dodici colonne di granito bigio e rosso, riccamente decorato di mosaici policromi a disegni geometrici. Al centro, il lettorino è retto da una scultura di marmo bianco raffigurante un’ aquila che poggia gli artigli sul capo di un peccatore. Davanti all’ ambone, il candelabro a colonna, alto circa cinque metri, diviso in tre fasce musive, è circondato alla base da quattro animali. L’iconostasi del XVIII, ricca di mosaici del XII che limita il coro a pavimento musivo e con stalli lignei intagliati, cinquecenteschi. Inoltre, si notino, nella navata destra, un S. Gennaro di F. Solimena; nella navata sinistra, monumento funebre della regina Margherita di Durazzo, opera del XV di A. Baboccio e di Alessio di Vico; nel transetto sinistro, la tomba dell’arcivescovo Bartolomeo d’ Aprano, ricavata da un sarcofago antico. Nell’abside, nella Cappella delle Crociate, cosi chiamata perche vi si benedicevano le armi dei cavalieri che partivano alla volta del Santo Sepolcro, mosaici con influenze bizantine e la tomba di Gregorio VII; affreschi di A. Solimena e un mosaico raffigurante il Battesimo di Gesù, dell’XI. Nella cripta, rivestimenti di marmo policromo del XVII, opera di D. e C. Fontana. Bellissimo il campanile romanico del XII.

 salerno duomo ambulacro

MUSEO DIOCESANO S. MATTEO. Raccoglie notevoli opere fra cui: paliotto d’avorio del XII con storie bibliche a rilievo; Croce, detta di Roberto il Guiscardo, dell’XI, incrostata di pietre preziose; di Anonimo locale Pietà, Crocifissione di Roberto D’oderisio, tela, Giuditta,  e Adorazione dei Magi di L. Giordano, rotulo dell’Exultet con miniature del XIII

Salerno - Museo del Duomo

MUSEO PROVINCIALE. Ha sede nell’ex Abbazia Benedettina e raccoglie materiale archeologico di varia datazione: oggetti preistorici e protostorici fino al VI a.C.; corredi delle tombe di Pontecagnano, Palinuro e altre vicine necropoli; oggetti rinvenuti nei sepolcri enotrio-ausonici, risalenti anche al IX a.C.; ceramiche e terrecotte; un Apollo di bronzo del I a.C., rinvenuto nel mare salernitano; statue ed epigrafi romane. Il museo possiede, inoltre, una pinacoteca in cui spicca una Vergine col Bambino, del 1525, opera di Andrea da Salerno; una sezione folcloristica e una numismatica.

S. GIORGIO. Costruzione barocca, preceduta da atrio. Il portale ha stipiti adorni di ricchi bassorilievi. All’interno, affreschi di A. Solimena (1675), un S. Michele e altri affreschi di F. Solimena.

Cesena

 Cesena

cesena pan

BIBLIOTECA MALATESTIANA (1452). Costruita da M. Nuti, allievo a Rimini dell’ Alberti, è, all’esterno, abbastanza insignificante, ma all’interno risulta uno degli edifici rinascimentali più riusciti. Un’atmosfera particolare vi è data dal colore verde, com’era in uso nelle biblioteche dei conventi. Sui plutei (banchi), che contengono i volumi nelle navate laterali, si notino incisi i nomi di alcuni antichi frequentatori. Nello stesso edificio, refettorio quattrocentesco, dove è sistemata la Biblioteca Comandini; la Biblioteca Piana, fondata da papa Pio VII e il Museo Storico dell’ Antichità.

Cesena Biblioteca Malatestiana

CATTEDRALE (XIV sec.). Iniziata dal tedesco Underwalden, ebbe la facciata ultimata dal Coducci. Il portale, romanico, del XII, proviene da un’altra chiesa. L’ interno ogivale, molto restaurato, ha opere rinascimentali di scultura come l’Arca Malatesta del 1467 e l’altare di S. Giovanni Battista di L. Bregno (1494-1505).

cesena Duomo

Paolo Veneziano

Paolo Veneziano

CHIESA DELL’OSSERVANZA. Annunciazione di Marcantonio Franceschini

Cesena Convento dell'Osservanza M. Fraceschini

FONTANA (1583). Situata in piazza del Popolo, è una magnifica opera tardo rinascimentale, di un Manierismo prossimo al Barocco, opera di F. Masini, allievo di Raffaello.

cesena fontana

PALAZZO DEL RIDOTTO. Costruzione rinascimentale, con modifiche settecentesche e facciata del 1782, opera dell’architetto C. Morelli.

PINACOTECA Le opere esposte vanno da un arco di tempo compreso tra il XV secolo e l’età contemporanea

cesena sacchi

Sacchi

 

 

 

ROCCA MALATESTIANA (XV sec.). Eretta su antichissime fortificazioni, ha aggiunte posteriori. Situata in posizione strategica, è opera interessante dal punto di vista militare.

SANT’AGOSTINO. Immacolata Concezione di Cristoforo Serra

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BADIA DEL MONTE (XII sec.). Eretta dov’era un oratorio del X, trasformata in fortezza nel XIV, fu ricostruita nelle forme attuali nel XV e XVI e recentemente restaurata. All’interno, opere del Francia e una raccolta di ex voto

Rossano

Rossano Cosenza

Conserva alcune testimonianze dell’ epoca bizantina (VIII-XII) quando era tra le più importanti città della Calabria.

CATTEDRALE. Rimangono parti dell’ antica costruzione, più volte rimaneggiata; la facciata è moderna, di F. Salvatori (1914 ). All’ interno, tre navate sono antiche, la quarta, a cappelle, è un’ aggiunta barocca. Veneratissima la Madonna Achiropita cioè non dipinta da mano umana, affresco bizantino dell’ VIII-IX. Ricchi soffitti di legno intagliato dorato.

MUSEO DIOCESANO. Ha sede nel Palazzo Arcivescovile, è ricco di opere varie tra le quali Pietà e il famoso Codex Rossanensis evangelario su pergamena del VI, scritto a lettere d’argento su pagine dipinte di porpora, con numerose miniature. E’ la più antica e importante opera d’ arte bizantina in Calabria , portato probabilmente in Italia da monaci fuggiti alle persecuzioni in Asia Minore. Con effetti di sorprendente dinamica narrativa, le pagine a caratteri d’ argento svolgono il destino dei personaggi.

rossano calabro museo-diocesano

S. MARCO (X sec.). Costruzione deutero-bizantina, restaurata nel 1931, è una delle piu singolari chiese dell’ epoca, a pianta quadrilatera con cinque cupole e tre absidi.

Dintorni
MONASTERO SANTA MARIA DEL PÀTIR  Fondato all’ inizio del XII, conquistò presto tale importanza da avere una propria piccola flotta nel mar Jonio. Del complesso originale rimangono i ruderi del monastero e la chiesa, sulla cui facciata si noti il bel portale ogivale del XV e due monofore antiche. All’ interno, nelle prime due campate della navata centrale, pavimento originale a opus sectile, formato da marmi antichi. vista absidale

rossano calabro s.m. del patire

Lodi

Lodi

Città a pianta regolare, fondata da Federico Barbarossa nel 1158 dopo la totale distruzione di Laus Pompeia, l’attuale Lodi Vecchio. Coinvolta negli scontri tra Milano e Venezia, e definitivamente unita a Milano nel 1449. I principali monumenti sono il Duomo (XII secolo), ricco di opere d’arte, l’antico Broletto, con loggia e porticato e la chiesa dell’Incoronata (XV secolo), in stile bramantesco. Del Castello visconteo restano invece poche rovine, tra cui una torre e il ponte levatoio.

BIBLIOTECA LAUDENSE. Ha sede nell’ex Convento di S. Filippo e raccoglie documenti medievali riferiti alla fondazione della città, corali miniati del XV, incunaboli, eccetera.

BROLETTO (XIII sec.). La facciata è del XVIII. Al centro, una fontana, vecchio fonte battesimale del XVI, già nell’antica Cattedrale. Insieme col Duomo, il Broletto crea uno spazio racchiuso, formando una caratteristica piazza lombarda.

DUOMO * (1160-63). La tradizione ne assegna il disegno a Tinto Muso di Gatta. Restaurato in epoca recente, conserva, sulla facciata, il portale con protiro ogivale del 1284, il rosone superiore del 1506, le bifore laterali al portale del 1509. All’interno, in cotto, tranne la parte presbiteriale di pietra, polittico della Strage degli Innocenti (1529-33) di Callisto Piazza, polittici, dipinti e sculture; nel coro, undici tarsie, opera preziosa di Fra Giovanni da Verona; nel presbiterio, scultura romanica che raffigura l’ Ultima Cena. Il pesante campanile adiacente è opera di Callisto Piazza (1539-55).

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Callisto Piazza

Callisto Piazza

MUSEO CIVICO. Ha sede nell’ex Convento di S. Filippo e riunisce un’importante sezione dedicata alla ceramica, una all’archeologia, con materiale proveniente da Lodi Vecchio, una sezione risorgimentale, una sala dedicata alle arti minori e una pinacoteca con notevoli formelle lignee, del 1494, opera dei fratelli Lupi, e affreschi di G. e M. Della Chiesa.

Callisto Piaza

Agostino da Lodi

Agostino da Lodi

OSPEDALE MAGGIORE (1459). Fu, successivamente, ampliato due volte, la prima nel 1571, a opera dei Pellegrini. La facciata è del Piermarini (1792). La parte piu importante è il cortile porticato, con loggia, del 1473.

PALAZZO DEL VESCOVO (1730 ca.). Opera di G. A. Veneroni, ha, all’interno, bei saloni affrescati.

PALAZZO VARESI (XV sec.). Costruzione rinascimentale, con finestre in cotto e portale riccamente ornato.

S. AGNESE (XIV sec.). Costruzione gotico-lombarda, con facciata decorata in cotto. All’interno, importanti opere, come un polittico del 1520 di A. Piazza e un Crocifisso del XV.

Callisto Piazza

S. CRISTOFORO ( 1564-86). Chiesa rifatta su precedente da P. Tibaldi.

S. FILIPPO (XVIII sec.). Chiesa omogenea come struttura, decorazione e arredi, tutti settecenteschi.

S. FRANCESCO (fine del XIII sec.). Costruzione in forme gotico-lombarde in parte modificata. L ‘interno può essere considerato una ricca pinacoteca di pittori lombardi del XIV e XV. Notevole l’affresco della Madonna col Bambino e Santi e ritratto del Fissiraga di ignoto, ma eccellente, maestro.

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S. LORENZO (XII-XIII sec.). Conserva, sulla facciata, un sontuoso rosone.

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SANTUARIO DELL’INCORONATA* (1488). Capolavoro di architettura in forme bramantesche, in cui il Battagio, seguace del Bramante, eguaglia il maestro. Iniziata la costruzione, si arrivò al primo ottagono e fu ideata la decorazione a stucco delle lesene ai lati dell’altare maggiore. G. G. Dolcebuono, alla fine del 1489, continuò l’opera, rispettando il progetto originale e aggiungendo il disegno del campanile, che fu costruito nel 1503 da L. Maggi. Il motivo della loggia sulla facciata e sui lati è opera di A. Truzzi (1880). All’interno, numerosi capolavori: tavole e decorazioni a fresco di C. Piazza, nella Cappella di S. Paolo, quattro tavole* del Bergognone risalenti al 1500 ca. fra cui Visitazione ,* Annunciazione e Presentazione al tempio*; nella Cappella Maggiore, Incoronazione della Vergine (1519), gonfalone di A. Piazza; Nel Tesoro, opere rinascimentali

Callisto Piazza

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Bergognone Annunciazione