Archive for January 2019

Casto

Casto Brescia

Dintorni

Auro

SANTUARIO MADONNA DELLA NEVE. Conserva una tela del Moretto Sant’Antonio Abate

casto San_Antonio_Abate_Auro

Meda

Meda Milano

CHIESA DI SAN VITTORE La chiesa appartenne ad uno dei più importanti monasteri benedettini della regione, fondato attorno all’anno 830 circa.800px-Chiesa_san_vittore_facciata_meda

 

 

 

San_Vittore_(Meda)_18

 

 

chiesa di san vittore meda 01

 

chiesa di san vittore meda 05

 

chiesa di san vittore meda 13

Galluzzo Certosa

Galluzzo Firenze

CHIESA MONASTICA attualmente è composta da due vani stilisticamente molto diversi ed eseguiti in tempi distinti: la facciata e il coro dei conversi realizzati tra il 1550 e il 1558 e la parte riservata ai monaci con il presbiterio, che, trasformati e decorati successivamente, sono situati nella parte trecentesca del complesso. Al momento della costruzione del complesso monumentale, la chiesa venne edificata sulla viva roccia del colle e nella posizione più alta, in modo da enfatizzare la funzione primaria che assolveva nella vita della comunità. La parte più antica dell’edificio, cioè quella che oggi è riservata ai monaci, corrisponde perfettamente alla tipologia delle chiese certosine: ha la pianta rettangolare, l’abside è piatta e le sue misure sono comuni a molte chiese dell’ordine. Le slanciate strutture trecentesche sono state trasformate nei secoli successivi, le monofore furono modificate nel corso del XVI sec. e quelle dell’abside furono tamponate e sono visibili solo dall’esterno. Le volte a crociera, a differenza delle altre chiese certosine, poggiano su semipilastri e dividono la navata in tre campate di lunghezza differente, in modo da accentuare il senso di profondità dell’interno.

galluzzo monastero-della-certosa

galluzzo certosa firenze

galluzzo albertinelli

Alla fine del 1550 cominciarono i lavori per la realizzazione della nuova facciata, dopo che vennero terminati quelli di abbellimento della zona del presbiterio. La facciata si presenta in due ordini di semicolonne e semipilastri sovrapposti con un cornicione ed un troppo marcato timpano. La sua struttura si inserisce in un generale disegno tipicamente cinquecentesco. Il pregevole portale, finemente lavorato in pietra serena è opera dello scalpellino Simone di Bernardino Bassi (1557), mentre il gruppo della Crocifissione sotto l’arco della facciata trecentesca è opera di arte tedesca del sec. XVII

Pinacoteca: piano superiore del Palazzo Acciaiuoli

Il piano superiore del Palazzo Acciaioli, posto alla stessa quota della chiesa e del piazzale, è di dimensioni notevolmente minori rispetto al piano inferiore, è costituito da due soli saloni, adibiti, dopo i restauri degli anni cinquanta, a pinacoteca, dove vennero collocate varie opere d’arte appartenenti al patrimonio artistico della Certosa oppure qui trasferite dalle autorità competenti.In questo primo salone dominano gli affreschi realizzati dal Pontormo nel 1523-25 per decorare il chiostro dei monaci, e qui collocati negli anni 1955-56 per evitare il degrado causato dalla loro esposizione agli agenti atmosferici e all’umidità.Il Pontormo si trasferì alla Certosa a causa dello scoppio dell’epidemia di peste nel 1523. La solitudine e lo spirito ascetico che il pittore avvertiva nel monastero e le richieste dei certosini, avviarono il Pontormo verso quella che sarà una svolta decisiva nella sua pittura: l’abbandono dello stile bucolico e naturalistico di Poggio a Caiano e il passaggio da soggetti mitici e profani a rappresentazioni religiose di tipo drammatico.I cicli del Pontormo alla Certosa, come del Rosso a Volterra, coincidono con la diffusione delle idee della Riforma e delle dottrine di Erasmo, che determinarono l’affermarsi nel primo manierismo di certe suggestioni antiretoriche, antinformali e anticlassiche.galluzzo certosa pontormo

 

galluzzo certosa pontormo_2

Sempre in questa sala sono disposti, oltre al Crocifisso ligneo (arte toscana del primo decennio della seconda metà del XIV secolo), i seguenti quadri: Ritratto di Niccolò Acciaioli di pittore della Scuola fiorentina della 2ª metà del XVI secolo; Risurrezione di Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551-1640), Deposizione di pittore nordico della fine del XVI secolo; Discorso della Montagna di Jacopo Chimenti detto l’Empoli; Cammino al Calvario di Giovanbattista Naldini (1537-1591); Cristo davanti a Pilato di Jacopo Ligozzi (1547-1626); Orazione dell’orto di Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559-1613); Cena di Emmaus di Jacopo Chimenti detto l’Empoli.

Anche nel secondo salone le murature verso il piazzale sono cinquecentesche, come il portico, costruito per creare la simmetria con la foresteria.I quadri che sono disposti in questa sala sono: Martirio di S. Andrea di Cosimo Gamberucci (1560/65-1621); L’Angelo Custode di Giovanni Bilivert (1576-1644)

galluzzo Jacopo da Empoli, Cena in Emmaus, 1582, copia da Pontormo, Certosa del Galluzzo, Firenze

Jacopo da Empoli copia da Pontormo