Pompei

Pompei - Napoli

Di antichissime origini, soggetta in un primo tempo all’egemonia dei Greci, poi sottomessa agli Etruschi, di nuovo greca e infine colonia romana, Pompei era diventata una città fiorente di commerci e di industrie quando, il 24 agosto del 79 d.C., una terribile eruzione del Vesuvio la seppelli insieme con Ercolano e Stabia. Cancellata ogni traccia della città dalla catastrofe e dal tempo, si dovette arrivare al 1748 e ad alcune fortuite scoperte perche fossero intrapresi i primi scavi di ricupero, che continuarono senza regole precise sino al 1860, quando si adottò finalmente un piano generale di lavoro con metodi scientifici di scavo. Oggi la città è stata esplorata per tre quinti della sua superficie.

Pompei è senza dubbio la piu importante testimonianza arrivata sino a noi della vita romana nel I a.C. Si è conservata perfettamente sotto le ceneri dell’eruzione vesuviana, e non soltanto permette di osservare un quadro completo delle manifestazioni artistiche dell’epoca, ma soprattutto ci rende, di un periodo che altrimenti conosceremmo soltanto attraverso le parole degli scrittori, la vita quotidiana in tutte le sue manifestazioni, sin le piu comuni o segrete. Le case rimaste intatte con le loro suppellettili, le botteghe con le insegne, le scritte elettorali sui muri, il centro civico e quello dei divertimenti con teatri, terme, palestre, case di piacere, forniscono un’occasione unica per capire come vivesse un cittadino romano di provincia. I primi scavi nella zona iniziarono con Carlo di Borbone nel 1748 e furono, soprattutto, devastazioni perche, scoperte le case, ci si limitava a spogliarle delle parti asportabili e a ricoprirle. Il merito di aver cominciato gli scavi con impegno scientifico va a Giuseppe Fiorelli (1863). 

 

ANFITEATRO (80 a.C.). E il piu antico tra quelli romani arrivati sino a noi. All’interno, pochi resti di gradinate.

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 ANTIQUARIUM. Raccoglie le planimetrie illustrative degli scavi e tutto quel materiale che, per vari motivi, non si può lasciare sul luogo di ritrovamento.

BASILICA (150-120 a.C.). È il piu interessante monumento del foro, centro civile e commerciale della città. A pianta rettangolare, con tre navate su colonne in mattoni, era, potremmo dire, la Borsa dell’epoca.

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 CASA DEGLI AMORINI DORATI. Ben conservata, con bel peristilio e interessanti dipinti, specie nel triclinio e nell’atrio.

 CASA DEI VETTII (I sec. a.C.). Rappresentativa del gusto della classe ricca, è tra le piu interessanti per la copiosa decorazione con la quale ci è pervenuta. Notevoli soprattutto gli affreschi del salone del triclinio, a soggetti mitologici.

 CASA DEL FAUNO (II sec. a.C.). Il nome deriva dalla statua che l’adornava, ora al Museo Archeologico di Napoli, e sostituita con una fedele copia. Casa patrizia dell’età sannitica, notevole per l’architettura e le preziose decorazioni. Vi furono trovati il mosaico con la Battaglia di Alessandro e altri che sono tra i pezzi piu preziosi del Museo di Napoli.

 CASA DEL FRUTTETO. Vi si accede dalla bottega laterale. All’interno, notevoli affreschi che riproducono piante.

Sulle pareti di due cubicoli, negli ambienti interni della casa, sono conservati questi affreschi, parte su fondo azzurro e parte su fondo nero, che riproducono varie piante da frutto, tra cui piante di limoni. La casa doveva appartenere a un coltivatore dei famosi “horti pompeiani”, rinomati per i frutti prelibati, che aveva voluto ricreare fra le pareti domestiche l’ ambiente del suo lavoro.

CASA DEL LABIRINTO. Elegante costruzione di età sannitica, con grande peristilio. All’interno, ambienti con notevoli pitture; nel pavimento di una sala è inserito un piccolo mosaico rappresentante Teseo e il Minotauro nel labirinto.

CASA DELLA FONTANA GRANDE. Di epoca post- augustea, è caratterizzata da una bella fontana.

Il ninfeo di questa casa, interamente rivestito di mosaici a motivi ornamentali, ha, al centro, una fontana. Questo tipo di costruzioni risale al periodo posteriore all’impero di Augusto e risente l’ir!fiuenza delle decorazioni dell’ Egitto greco-romano. Il putto con delfino di bronzo è una copia della statua originale rinvenuta sul posto.

CASA DELLA VENERE. E nota per il grandioso affresco che raffigura la Venere Marina.

CASA DEL MENANDRO. Grandiosa e signorile abitazione, è tra le piu belle della zona dei nuovi scavi. Il suo nome deriva da un dipinto del peristilio che raffigura il poeta greco Menandro. Altri interessanti dipinti si trovano in un ‘ esedra e nel calidarium del bagno.

CASA DEL POETA TRAGICO. Piccola tipica casa del ceto medio arricchito, è dell’ultimo periodo di Pompei. Molti dei bellissimi affreschi ritrovati sono stati trasportati al Museo Archeologico di Napoli. Ne rimangono ancora di notevoli, a soggetto mitologico.

 EDIFICIO DI EUMACHIA. E situato nel foro e fu costruito dalla sacerdotessa Eumachia per la corporazione dei fullones (tintori, lavandai e tessitori), la piu potente della città. Ne è stato ricostruito il portale con stipiti di marmo finemente decorati.

 FULLONICA. È una delle piu vaste officine per il lavaggio e la tintura dei panni. Quasi di fronte, la Fullonica Stephani, al piano terreno di una casa, ritrovata quasi intatta con le vasche e le attrezzature.

GRANDE PALESTRA. È nella piazza dell’anfiteatro ed era la sede delle esercitazioni della gioventu. Ha cortile porticato e, al centro, la piscina.

MACELLUM. Mercato coperto dei commestibili, preceduto da un portico. Il cortile, porticato anch’esso, ha, al centro, un podio circolare.

ODEON. Teatro coperto eretto per un pubblico con particolari esigenze, infatti era adibito a spettacoli musicali e di mimi e a dizioni di poesie, e poteva contenere un migliaio di spettatori.

OFFICINA DI VERECUNDUS. Era un vestiarius, cioè vi si vendevano tessuti e vi si confezionavano vestiti. Su alcuni pilastri sono dipinti Mercurio, protettore dei commercianti, e la Venere Pompeiana, su una quadriga tirata da quattro elefanti.

PANIFICIO DI MODESTO. Situato nel vicolo omonimo, conserva ancora le macine per la farina.

 TEATRO GRANDE. Costruito all’uso greco sfruttando il pendio di un colle, poteva essere coperto da un velario e vi trovavano posto cinquemila spettatori. La parte inferiore della cavea è ben conservata. Di fronte al teatro, un quadriportico inizialmente adibito a luogo di sosta per gli spettatori fu poi trasformato in Caserma dei Gladiatori.

TEMPIO DI APOLLO. È tra i meglio conservati, circondato da un portico a colonne corinzie. La cella è su un podio anch’esso con colonnato corinzio. Le statue di Apollo e di Diana sono le copie degli originali, oggi al Museo di Napoli.

TEMPIO DI GIOVE (II sec. a.C.). Ha una grande scalinata, una vasta cella e colonnato corinzio.

TEMPIO DI ISIDE. Di età preromana, è formato da un’edicola con pronao e piccola cella. Dedicato a Iside, dea egiziana, dimostra come i culti orientali fossero diffusi in Italia.

TERME CENTRALI. Iniziate dopo il 62 d.C., non furono mai completate. Se ne possono vedere i diversi ambienti.

TERME DEL FORO. È uno dei tre edifici termali locali, ha ben conservati il tepidarium e il calidarium della sezione maschile. Le nicchie del tepidarium sono sorrette da forti telamoni. Il pavimento del calidarium è sollevato per lasciar circolare, sotto, l’aria calda.A Roma e a Pompei rimangono gli unici importanti esempi di stucco plastico che, negli ambienti particolamzente umidi e fumosi, sostituivano i dipinti. Le cornici e i motivi ricorrenti erano spesso realizzati con stampi, mentre le figure erano modellate con spatole e con le dita.

TERME STABIANE (II sec. a.C.). Sono le piu antiche e, rimodernate piu volte, le piu complete. Si distinguono la sezione maschile, quella femminile, una grande palestra per gli esercizi di atletica e una piscina.

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 TERMOPOLIO DI ASELLINA. E la piu completa mescita che ci sia pervenuta con tutta la sua suppellettile per dar da bere bevande fredde e calde. I nomi femminili scritti sui muri, le stanzette del terreno e del primo piano lasciano pensare che la prosperità del termopolio fosse basata anche sulle buone grazie delle ragazze.

 TERMOPOLIO GRANDE. Ha tre banchi di vendita e, nel fondo, un bel larario con Bacco e Mercurio dipinti insieme con i Lari.

 VIA DEI SEPOLCRI. Fiancheggiata da monumenti funebri con influenze ellenistiche e romane. Notevoli quello di Aulo Veio, quello di Mamia sacerdotessa, quello degli Istacidi, quello delle ghirlande.

 VILLA DEI MISTERI (II sec. a.C.). E uno dei piu begli esempi di villa signorile suburbana, specie per i magnifici dipinti del I a.C. che la ornano.

 VILLA DI DIOMEDE. Situata sulla Via dei Sepolcri, è un’ampia costruzione signorile con una piscina intema e una estema, terrazze, logge, e un grandissimo giardino interamente cinto da portico.

 VILLA DI GIULIA FEUCE. Oltre all’abitazione aveva anche delle botteghe sulla strada e un bagno pubblico con un bel giardino fronteggiato da un portico e vasche per i pesci.

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POMPEI MODERNA

SANTUARIO MARIANO

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