Cerro al Volturno

 Cerro al Volturno - lsernia

 

Castello Pandone

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Dintorni

Abbazia di San Vincenzo Dell’ antica abbazia benedettina (705), piu volte distrutta da terremoti e dai Saraceni, rimane una chiesa riedificata a metà di questo secolo, restaurando, dove appena era possibile, e rinnovando dove non erano rimaste che rovine, come nella facciata. A poca distanza è la Cripta di S. Lorenzo del IX, sfuggita alla distruzione saracena, cui si accede dai resti delle fondamenta di una chiesa. All’ interno, interessantissimi affreschi di scuola benedettina del IX.

s. vincenzo al volturno

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san vincenzo al volturno 37CRISTOrisorto

La storia dell’ Abbazia, bruscamente interrotta da un’incursione saracena nel IX secolo, ricorda quella dei molti centri abbaziali benedettini (Pomposa, Nonantola) che costituirono i principali centri organizzativi della società altomedievale: all’incrocio delle vie di crinale che portavano verso l’ Italia meridionale, l’ Abbazia vide il suo momento di massimo splendore nell’VIII secolo, quando furono realizzati sia il ciclo di affreschi (fortunosamente rimastoci) della cripta, sia quello del refettorio. Gli scavi archeologici contemporanei hanno permesso di rimettere insieme qualche frammento degli affreschi delle sale superiori (oggi completamente distrutte); sembra trattarsi di espressivi monocromi raffiguranti profeti, la cui ispirazione appare tipicamente orientale. Il ciclo di affreschi della cripta di S. Lorenzo del IX (messi in pericolo dalla fortissima umidità dell’ ambiente), si rifà invece a tendenze più spontanee, che ricordano i coevi esempi di arte carolingia dell’Italia settentrionale o l’arte periferica, fatte di colori vivaci e di forme forti ed espressive. Particolare il ritratto del committente, l’ abate Epifanio, ritratto accuratamente ai piedi della crocifissione; sulla parete di fianco si trova la raffigurazione del martirio di San Lorenzo, dove l’irruzione di un angelo nella scena, stravolgendo in senso miracoloso lo spazio della rappresentazione, sembra prefigurare i gusti espressivi della pittura romanica.

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