Archive for January 2016

Codigoro ( Pomposa )

  Codigoro Ferrara

 

Abbazia  di Pomposa

Nei primi secoli dopo il Mille, l’ abbazia aveva vasti possedimenti che venivano via via ingrandendosi per privilegi imperiali e pontifici e per donazioni di principi e di privati. L’ abate, potentissimo, era giudice della comunità seguendo gli statuti pomposiani. Fu centro attivissimo di lavoro e di studi. Guido d’ Arezzo passò nell’ abbazia molti anni e vi studiò la sua riforma musicale. Studenti e pellegrini arrivavano da tutte le parti d’ Europa, fra questi Dante, Giotto, T. Tasso, oltre a principi e alti prelati. Abbandonata dai monaci nel Cinquecento perché il clima era divenuto malsano, fu successivamente azienda agricola privata sino alla fine del secolo scorso quando lo Stato ne fece restaurare la parte monumentale.

pomposa abbazia

Ricordata dall’anno 874, in luogo dove già nel sec. VII risulta un insediamento monastico, l’abbazia fino alla metà del sec. XIII si trovò isolata su un’isola nella zona meridionale del delta del Po, presso Comacchio fu una delle piu importanti abbazie benedettine del Medioevo, sia per i lavori di bonifica dei terreni circostanti, sia, soprattutto, come centro di studi. Abbandonata nel XV per il prevalere della malaria, decadde completamente. E stata recentemente restaurata, si compone di tre nuclei: la chiesa, il monastero e il Palazzo della Ragione. La chiesa a pianta basilicale, di tipo ravennate, è del IX e, nell’XI, fu aggiunto il nartece e prolungata l’abside. Il campanile è del 1063. All’interno della chiesa, le antiche colonne sono ricavate da monumenti romani o ravennati. Il pavimento è a mosaico, con figurazioni di tipo bizantino. Nel catino dell’abside, stupendi affreschi di Vitale da Bologna; sopra le arcate della navata centrale, Storie del Vecchio e Nuovo Testamento e, nei pennacchi tra arco e arco, Scene dell’ Apocalisse di scuola bolognese del XIV; sulla retrofacciata, un Giudizio Universale di scuola bolognese del XIV; nell’ultima cappella sinistra, Madonna col Bambino e Angeli di scuola riminese. A lato della chiesa, si trova il monastero, rinnovato nelI’XI, di cui si notino la sala capitolare con affreschi del XIV di scuola giottesca e il refettorio, con affreschi attribuiti a Pietro da Rimini (1320 ca.). Nel refettorio sono riuniti marmi e iscrizioni destinati a formare in avvenire un piccolo museo. Di fronte alla chiesa sorge isolato il Palazzo della Ragione, dell’XI, rimaneggiato nel XIV. Recenti restauri gli hanno ridato le forme originali. L ‘abate, capo della comunità monastica, vi amministrava la giustizia.

pomposa

Le mutazioni idrauliche e la decadenza economica erano già avviate nel sec. XIV, quando l’abbazia si arricchí di una serie di testimonianze rilevanti per la storia della pittura murale padana. Esse suggeriscono alcune direttrici fondamentali della geografia artistica del tempo. La decorazione dell’aula capitolare (Crocefissione, Profeti, Santi) è un riflesso diretto della presenza di Giotto a Padova: gli elementi architettonici che inquadrano le figure monumentali sembrano rimandare al secondo soggiorno padovano del maestro fiorentino (1317 ca.).  Risalgono parimenti ai rivoluzionari modelli giotteschi, ma giunti attraverso Rimini dove il pittore operò attorno al 1300 e fece scuola, gli affreschi del refettorio (1318?). Costituiscono un problema attributivo da restringere entro l’area, non ancora pacificamente definita, di Pietro da Rimini. Un altro pittore riminese, attivo anche in Veneto, a Collalto, eseguí un affresco (Madonna col Bambino e angeli) nella chiesa di Pomposa. Si svolge qui un ciclo di affreschi che, per estensione e compattezza, rappresenta la piú alta testimonianza figurativa a Pomposa. Al 1351 risale l’intervento nell’abside di Vitale da Bologna e collaboratori. Bolognesi sono anche gli affreschi della controfacciata e della navata, dove la dilatazione continua dell’orizzonte e la povertà intensissima della gamma cromatica potrebbero quasi evocare la suggestione naturale dei luoghi del delta. Longhi suggerí di riconoscervi, oltre allo Jacopo presente nella chiesa di Mezzaratta (affreschi ora a Bologna, pn), Andrea da Bologna, attivo poi nelle Marche. Le qualità delle storie bibliche di Pomposa scavalcano i metri narrativi di Andrea, almeno come lo conosciamo dal polittico di Fermo. Piuttosto, il ciclo ha il sapore meno personale, ma davvero alto, dell’impresa di una maestranza occasionalmente formatasi.

 

Maddaloni

Maddaloni - Caserta 

 CHIESA DEL CORPUS DOMINI (XVIII sec.). Chiesa con elegante campanile, su disegno del Vanvitelli. All’interno, l’altare maggiore è pure opera del Vanvitelli.

maddaloni

CHIESA DELL’ ANNUNCIATA. E preceduta da un portico del XVII. All’interno, notevole soffitto di legno intagliato e dipinto, e pregevole organo.

maddaloni annunziata

maddaloni  annunziata

. Dintorni

 CASTELLO. Costruzione medievale, a pianta asimmetrica, preceduta da torre circolare.

maddaloni castello

Maddaloni Castello

Monselice

 

Monselice - Padova

CASTELLO (XIII sec.). Costituito da diverse costruzioni, la parte piu antica integrava, come fortilizio, la seconda cinta muraria della città. Nel 1249-56, Ezzelino da Romano fece costruire il palazzo che, in seguito, i Marcello ampliarono nel XV e rifinirono con merlature e bifore gotiche. Fra le varie costruzioni vi è anche una chiesa del XVIII. All’ interno del castello, preziose raccolte d’arte.

monselice castello

monselice castello sala del camino

 DUOMO VECCHIO, S. GIUSTINA (1256-65). Chiesa in stile romanico-gotico con interno affrescato nel XV.

monselice chiesa-s-giustina duomo vecchio

monselice chiesa s. giustina

ROCCA (XIII sec.). Fatta costruire da Federico II e, in seguito, ampliata dai nobili Carraresi. Non ne restano che una torre mozza e il mastio in una cinta rettangolare.

TORRE CIVICA (1244). Soprelevata nel 1504 con una loggia, ha una campana del XV. Sotto l’ orologio, installato nel 1825, grande stemma della città del XV.

VILLA DUODO (1593-1611). È preceduta dal Santuario delle Sette Chiese: viale costeggiato da sei cappelle, su disegno dello Scamozzi e affrescate da Palma il Giovane, e da una chiesa, ottagonale all’esterno ed ellittica all’ interno. La villa è situata al termine del viale e consta di due parti contigue: una, la più antica, è opera dello Scamozzi, l’ altra, aggiunta nel XVIII, opera di A. Tirali, è ornata di statue. Sul terzo lato, un monumentale scalone settecentesco, adorno di statue, congiunge la villa al parco.

Monselice Villa Duodo

 VILLA NANI-MOCENIGO (XVI-XVII sec.). Ha un grandioso scalone a terrazze e una cinta ornata di curiose statue di nani.

 

Montagnana

 Montagnana - Padova

Circondata da mura a perimetro rettangolare, fu rifatta da Ezzelino da Romano nel 1242, aperta da quattro porte con ponti levatoi, piu tardi sostituiti da ponti in pietra. Rimane il fossato con l’acqua attorno alle mura.

MONTAGNANA

DUOMO (XV-XVI sec.). Altissimo edificio, costruito su precedente chiesa romanica. Ha un elegante portale su disegno del Sansovino a forma di arco di trionfo. All’interno, Trasfigurazione di Paolo Veronese (1555) e pala e affreschi di G. Buonconsiglio.

montagnana duomo

Montagnana - Interno del Duomo

montagnana duomo veronese

PALAZZO DEL MUNlClPIO (XVI sec.). Costruito su disegno del Sanmicheli.

PORTA LEGNAGO (1350-88). Detta anche “degli alberi “, opera dell’architetto militare Francesco da Schicci, era fortificata con torrione e ponte levatoio.

montagnana porta legnago

 S. BENEDETTO (XVII sec.). Restaurata nel l771, ha interno settecentesco.

 S. FRANCESCO (XIV sec.). Ingrandita nel XV e rimaneggiata nel XVII, conserva l’antico campanile in cotto costruito nel 1468.

 VILLA PISANI (1560). Costruita su disegno del Palladio, ma poi ristrutturata. A metà facciata, una doppia serie di colonne doriche in basso e ioniche in alto con trabeazione omata di metope. All’intemo, statue di A. Vittoria (1577). Vicino sorge il casino di caccia detto Loggetta del Veneziano a cinque arcate, del 1517. Campanile in cotto costruito nel 1468.

montagnana villa pisani

Fara San Martino

Fara San Martino - Chieti

 

SAN REMIGIO Conserva una pala di Tanzio da Varallo

Fara San Martino San Remigio

Fara San Martino San Remigio Abside

Fara San Martino san remigio Tanzio-da-Varallo